Fazioso, ultra-liberal, esageratamente anti-Bush, tendente all'antiamericanismo ma perennemente dalla parte di Israele, fondamentalista dell'ateismo e dell'omeopatia. A Bill Maher (autore e presentatore di Real Time sulla tv via cavo HBO) si possono rimproverare molte cose, ma non che non sia estremamente divertente. La sua ultima trovata, in collaborazione con quel genio di Larry Charles (Curb your enthusiasm, ma anche regista di Borat), è stata realizzare un film documentario sulla religione, che farà arrabbiare molti. Religulous, ovvero "Religious" + "Ridiculous". Guardando il trailer, viene in mente Christopher Hitchens. Enjoy.

Chi segue questo blog, sa quanto stiano a cuore del sottoscritto le imprecisioni e i provincialismi della stampa italiana per tutto quel che concerne gli Stati Uniti. Luca Sofri, pochi giorni or sono, ha raccontato uno strafalcione piuttosto emblematico.
Qualche giorno fa il Corriere aveva in prima pagina un titolo sulla visita del Papa negli Stati Uniti - "Gli Yankees al Papa: vietato calpestare l'erba" - che sosteneva a Ratzinger fosse stato proibito di mettere piede sul prato dello stadio del baseball, dove avrebbe tenuto messa per decine di migliaia di fedeli. Il testo parlava di un'eventuale “profanazione” dell'erba che gli americani non avrebbero consentito neppure al Papa. Repubblica aveva un boxino all'interno che parlava di un “veto” posto degli Yankees.
La notizia era assai più banale. Tanto è vero che i pochi giornali americani che la riportavano, le concedevano due righe appena dentro articoli dedicati alla visita del Papa: e invece di citare “divieti” dicevano che “gli Yankees hanno chiesto al Papa” di non passare con la papamobile sul delicato prato di gioco.
Ecco, appunto.

Sul NY Times Book Review, la recensione - firmata, udite udite, da Ayaan Hirsi Ali - del nuovo libro The Suicide of Reason: Radical Islam's Threat to the West di Lee Harris, opera che già si propone come lettura fondamentale all'interno del dibattito sull'estremismo islamico.



Ci mancava solo questa: il conflitto in Darfur, secondo Abdel Rahim Mohamed Hussein (ministro della Difesa del Sudan), sarebbe alimentato dagli ebrei. Strano che nessuno avesse ancora dato la colpa agli ebrei, a Israele, o agli Stati Uniti. Grazie a Il Mango di Treviso.
Come riportato dal Middle East Times (e da Michael Ledeen sul suo blog), Mohammad Javal Larijani, alto funzionario iraniano e capo del comitato per i diritti umani della Repubblica Islamica, ha recentemente affermato che la pratica dell'esecuzione tramite lapidazione è del tutto legale e perfettamente in linea con la legge iraniana. <<La lapidazione si basa sulla legge della Sharia islamica e non è contraria ad alcuno dei nostri accordi internazionali. Abbiamo firmato trattati importanti sui diritti umani. Nessuno di questi è contrario alla lapidazione>> ha dichiarato Larijani, in seguito alla condanna a morte (già eseguita) di Jafar Kiani, colpevole di adulterio, ed alle conseguenti proteste internazionali. Sono numerose le cose che si possono desumere da questa notizia: 1) l'Iran ha un comitato per i diritti umani; 2) il comitato per i diritti umani non ha nulla in contrario alla lapidazione; 3) Mohammad Javal Larijani, a capo di questo comitato, è anche il fratello di Ali Larijani, ovvero il principale interlocutore per la questione nucleare iraniana; 4) i tempi della giustizia, in Iran, sono estremamente veloci. Queste, ovviamente, sono le nazioni con cui, secondo alcuni esponenti del nostro governo, l'Occidente dovrebbe dialogare. Che il ciel ci aiuti...
<<È sbagliato regalare ad Al Qaeda movimenti come Hamas e Hezbollah. Hamas si è reso protagonista di atti terroristici, ma è anche un movimento popolare: per l'Occidente non riconoscere un governo eletto democraticamente, magari mentre andiamo a braccetto con qualche dittatore, non è una straordinaria lezione di democrazia. È interesse della comunità internazionale evitare di spingere questi movimenti nelle braccia di Al Qaeda>>. È curioso notare che sia proprio Massimo D'Alema - ovvero il peggior ministro degli esteri del peggior governo con la peggiore politica estera dal dopoguerra ad oggi - ad usare l'espressione "andare a braccetto", proprio lui che, circa un anno fa, si faceva fotografare in Libano a braccetto con un leader dell'organizzazione terrorista e paramilitare di Hezbollah. Ed è preoccupante notare come l'attività clandestina, terrorista ed omicida delle due organizzazioni venga vergognosamente sminuita dal ministro con un semplice <<si è reso protagonista di atti terroristici, ma è anche un movimento popolare>>.
In un attimo, vengono messe tra parentesi le autobombe, gli attacchi suicidi, le donne imbottite di tritolo, i bambini muniti di cinture esplosive, i civili usati come bersaglio e come scudo, le bombe nei ristoranti, negli autobus, nei bar e nelle discoteche, il lancio di razzi Qassam contro Israele, la guerriglia, le esecuzioni sommarie, gli omicidi ai danni di altri palestinesi, colpevoli di essere membri o simpatizzanti di Fatah. Per non parlare del mancato riconoscimento di Israele, ovviamente, o dei programmi per bambini in cui un sosia di Topolino esalta il martirio e denuncia il nemico sionista.
D'Alema parla non come un ministro della Repubblica, ma come un capopartito a caccia di voti tra le frange più estremiste della sua coalizione (non è un caso che il primo a complimentarsi con lui sia stato Oliviero Diliberto dei Comunisti Italiani). Poco importa se le sue parole sono del tutto contrarie a quanto invece predicato dal quartetto, dalle Nazioni Unite, dall'Unione Europea e da qualsiasi organizzazione per la salvaguardia dei diritti umani. Sostiene che bisogna evitare di spingere Hamas ed Hezbollah nelle braccia di Al Qaeda, ignorando forse la comunanza d'intenti ed obiettivi, nonché il simile modus operandi tra le organizzazioni, dimenticando forse che i leader di Hamas, secondo Human Rights Watch, dovrebbero essere processati per crimini di guerra e crimini contro l'umanità.
<<They failed to blow themselves up in London, despite having lots of martyrdom gear. They failed to crash through barricades at Glasgow Airport, and you'd think they might have noticed the obstacles>>. L'imperdibile pezzo di Michael Ledeen, "Stupid Terrorist", sull'evidente disorganizzazione che, unita ad una probabile carenza di materia grigia, non ha permesso ai terroristi di Londra di fare danni più seri. Per fortuna, ovviamente.
<<Political Islam has not caught on in America as it has in Europe because most Muslims in the U.S. are--dare it be said--treated with dignity. The vast majority of those surveyed like their communities and describe their lives as "pretty happy" or "very happy." Which means lobbyists do not speak for Muslim Americans when they cry that the U.S. hates Islam>>. Irshad Manji, autrice del best-seller The Trouble With Islam Today, definita dal NYT come <<il peggior incubo di Osama Bin Laden>> per il suo grande impegno nel contrastare il fondamentalismo islamico, è nota per il suo spirito combattivo, oltre che per la sua franchezza. Con un editoriale pubblicato ieri dal Wall Street Journal, "Muslim melting pot", spiega chiaramente perché i musulmani si sono integrati meglio negli Stati Uniti che in Europa (<<Once again, America beats Europe on assimilation>>).