Creez Dogg In Tha Houze

The never ending battle for Truth, Justice and the American Way
lunedì, 30 giugno 2008

Ain't that funny

Non è curioso che il ministro dei beni culturali Sandro Bondi, "colpevole" di aver cancellato tax shelter e tax credit (che paradossalmente - come fatto notare da Camillo - colpiscono soprattutto il primo produttore cinematografico italiano, ovvero Medusa), sia stato attaccato soprattutto da alcuni operatori cinematografici e registi che, storicamente sostenitori di una parte politica dirigista, statalista e paladina della pressione fiscale, si scoprono ora strenui difensori di norme liberiste, detassazioni e sgravi fiscali?
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categorie: movies, politics, italy, entertainment
venerdì, 13 giugno 2008

The Incredible McCain Girl

Dopo Obama Girl (ci tengo a ribadirlo: questo blog fu uno dei primi a scriverne, in Italia), l'incredibile McCain Girl, ennesima folle trovata del sito BarelyPolitical. La corsa alla Casa Bianca si fa sempre più interessante.

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categorie: usa , politics, internet, comics, entertainment
mercoledì, 11 giugno 2008

Religulous

Fazioso, ultra-liberal, esageratamente anti-Bush, tendente all'antiamericanismo ma perennemente dalla parte di Israele, fondamentalista dell'ateismo e dell'omeopatia. A Bill Maher (autore e presentatore di Real Time sulla tv via cavo HBO) si possono rimproverare molte cose, ma non che non sia estremamente divertente. La sua ultima trovata, in collaborazione con quel genio di Larry Charles (Curb your enthusiasm, ma anche regista di Borat), è stata realizzare un film documentario sulla religione, che farà arrabbiare molti. Religulous, ovvero "Religious" + "Ridiculous". Guardando il trailer, viene in mente Christopher Hitchens. Enjoy.

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categorie: movies, usa , politics, television, entertainment, religion, middle east
giovedì, 05 giugno 2008

A modest proposal

C'è chi si augura il fallimento. Chi fa il tifo per Air France. Chi vorrebbe l'intervento dello Stato. Chi vorrebbe che se la comprassero quelli di Facebook. Chi spera nella cordata italiana. Il sottoscritto, al riguardo, avrebbe una proposta: fare acquistare Alitalia alla Oceanic Airlines.
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categorie: italy, entertainment, podcast, economy
venerdì, 30 maggio 2008

We count on it


Umberto Eco ha fatto scuola. L'attrice Susan Sarandon, dalle arcinote simpatie liberal, ha affermato che, in caso di vittoria di John McCain alle prossime elezioni presidenziali, lascerà gli Stati Uniti, trasferendosi in Canada, oppure in Italia. Meglio il Canada (dove sicuramente staranno facendo il tifo per Obama, dopo questa dichiarazione), signora Sarandon. Ma attenzione: le promesse, una volta fatte, sono da mantenere: per rinfrescarsi la memoria, basta dare un'occhiata alla fantastica t-shirt qui sopra.
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categorie: movies, usa , politics, entertainment
venerdì, 30 maggio 2008

Don't give up your day job

 

 

 

28 maggio. Tokyo Dome. Gli Yomiuri Giants stanno per affrontare i Rakuten Eagles. Sfida di cartello, per gli amanti del baseball, ma non solo: ospite speciale, la pop star Mariah Carey, in visita nel paese del Sol Levante, la quale ha il privilegio di effettuare il "first pitch", ovvero il lancio di apertura dell'incontro (equivalente del "calcio di inizio", per chi, in questo Paese pallonaro, non conosce le regole del baseball). C'è solo un problema: Mariah Carey, pur avendo una grande voce - e nonostante abbia frequentato il celeberrimo interbase dei New York Yankees Derek Jeter per qualche tempo - non è esattamente una gran lanciatrice. Vedere per credere.

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categorie: sport, music, usa , japan, entertainment, baseball, hip-hop
domenica, 11 maggio 2008

Iron Man



Il disegnatore Alex Ross, nel suo capolavoro Marvels, una delle migliori graphic novels della storia, lo aveva immaginato con il volto di Timothy Dalton. L'anno era il 1994, e l'attore gallese, che aveva da poco interpretato un capitolo di James Bond e Rocketeer, risultava quanto di più somigliante al multimilionario geniale ma ricco di problemi creato da Stan Lee e liberamente ispirato a Howard Hughes che rispondeva al nome di Tony Stark. I tempi cambiano, gli attori invecchiano e spariscono dalle scene, la computer graphic compie passi da gigante permettendo di realizzare semplicemente prodotti quasi impensabili anche solo dieci anni or sono, e oggi, nei panni di Tony Stark, è assai più credibile il bravissimo Robert Downey Jr., attore che sembra nato per quel ruolo e che, nella vita reale, ha condiviso molte delle maledizioni che affliggono la sua controparte in celluloide.

La Marvel Comics, forse resasi conto che troppi stravolgimenti della storyline originale possono peggiorare anziché migliorare il prodotto, presenta un film molto fedele al proprio fumetto, limitandosi ad aggiornare la vicenda in chiave contemporanea, con qualche (talvolta impercettibile, se non agli appassionati) aggiustamento. Iron Man, ideato durante la guerra fredda in pieno spirito anticomunista (le prime sue vittime erano infatti agenti vietnamiti), nasce ora in una caverna afgana, per sfuggire a terroristi e signori della guerra locali. Nuove guerre americane, nuovi nemici, stesso personaggio racchiuso in un’armatura di latta. O meglio, di una lega quasi indistruttibile.

La regia è affidata a Jon Favreu, ex giovane talento di Hollywood, ancora pressoché sconosciuto al di qua dell’Atlantico nonostante abbia firmato la sceneggiatura di uno dei più riusciti film di culto degli anni ’90 (quello Swingers che lanciò la carriera di Vince Vaughn). Non ci sono sbavature, considerando il genere. In quanto blockbuster movie privo di ogni ambizione stilistica o di strizzate d’occhio all’Academy (salvo forse i premi per gli effetti speciali – si è comunque visto di meglio), scontata la presenza di alto contenuto di azione, esplosioni, combattimenti ipercinetici, product placement sfrenato e privo di vergogna (Audi, Motorola, Verizon, etc.), elementi comunque bilanciati da una buona dose di autoironia e humor, che confermano l’azzeccata scelta di Downey Jr. come protagonista. A fare da corredo, una ritrovata – e assai tirata - Gwyneth Paltrow, il sempre sottovalutato Terrence Howard e, nei panni del malvagio di turno, un poco riconoscibile Jeff Bridges. Immancabile il vecchio e sempre sorridente Stan Lee, questa volta in vestaglia da Hugh Hefner.

Trattandosi di un prodotto dal target alquanto allargato, immancabile un fondo moraleggiante, per educare grandi e piccini. L'invincibile Iron Man non nasce supereroe. Il cinico e dissennato venditore di armi Tony Stark, infatti, si trasforma in super uomo per necessità. Prima per salvarsi la vita, quindi per correggere errori e discutibili scelte commesse dalla sua stessa società, la Stark Industries, la quale, nonostante un patriottismo di facciata, vende armamenti ai primi nemici dell'America, mettendo in serio rischio la vita di migliaia di innocenti. Viene risparmiata agli spettatori una predica - che in questo caso sarebbe risultata poco realistica - contro le armi, contro chi le produce, o contro chi le vende. Niente di tutto ciò. L'attenzione è invece posta sui destinatari di esse, ovvero su chi le armi le usa. Il protagonista del film, un eroe corazzato da testa a piedi e armato fino ai denti, è l'evidente dimostrazione che le armi, nelle mani dei buoni (ovvero Iron Man, in questa occasione), sono molto più appropriate. E, attraverso le sue stesse parole, conferma uno scomodo, ma non ancora contraddetto, motto: "Pace significa possedere una clava più grossa del mio nemico". Peace through superior firepower, appunto. Ed è così che l'eroe (o antieroe?) Iron Man sconfigge i cattivi, facendo vincere i buoni. La gente si diverte, uscendo soddisfatta dalla sala.
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categorie: movies, usa , comics, entertainment, terrorism
domenica, 11 maggio 2008

SNK Arcade Classics, Volume 1 - Preview

In un passato non troppo remoto, il titolare di questo blog era collaboratore di alcuni siti web dedicati ai videogiochi. Da buon nostalgico, ogni tanto mi piace tornare alle vecchie passioni. È quindi fisiologico che, qualche volta, su questo blog trovi spazio anche l'intrattenimento interattivo. E la nostalgia, in questa occasione, non è stata menzionata a caso.

Nintendo Wii


SNK Arcade Classics, Volume 1 - Anteprima

È ormai divenuta procedura comune, da parte delle maggiori software house del pianeta, riproporre i propri successi del passato sotto forma di raccolte e compilation per le console di nuova generazione. Strategia che, oltre a fare leva sulla grande nostalgia tipica dei giocatori di lunga data, i quali hanno così l’opportunità di mettere nuovamente le mani sui videogiochi della loro infanzia, permette alle nuove leve di scoprire titoli che, per motivi anagrafici, mai hanno potuto provare o, ancor peggio, nominare.

Specialista in questa politica del revival è la SNK/Playmore, la quale, da anni a questa parte, ripresenta, su quasi ogni piattaforma esistente, il proprio parco titoli dello scorso decennio. Trattasi di videogiochi che hanno fatto la storia del coin-op, leggende viventi delle scomparse sale giochi e volti familiari del mai dimenticato Neo Geo, console che tuttora gode di un folto gruppo di estimatori. SNK Arcade Classics: Volume 1 è il primo – e molto probabilmente non ultimo – prodotto di questo genere per Wii. In uscita verso la fine del 2008, esso porterà sulla console ammiraglia di casa Nintendo sedici dei più grandi successi arcade targati SNK.

A farla da padroni, in questa prestigiosa raccolta, i picchiaduro, vero e proprio cavallo di battaglia della casa nipponica che, ad inizio anni ’90, dichiarò guerra (perdendola) al capolavoro Capcom che risponde al nome di Street Fighter 2: si va dal più riuscito Fatal Fury, dal quale sono poi scaturiti numerosi sequel, al mediocre Art of Fighting, noto più per le sue bizzarre inquadrature che per altri motivi, passando per l’originale World Heroes, il sottovalutato Samurai Showdown e, last but not least, The King of Fighters ’94, primo capitolo dell’omonima serie di picchiaduro a squadre, a sua volta un mix comprendente alcuni dei più celebri personaggi dei titoli sopra elencati.

Ben rappresentato anche il genere sportivo, con il calcistico (e assai violento) Super Sidekicks 3, il golfistico Neo Turf Masters e il meno conosciuto, almeno per quanto concerne il vecchio continente, Baseball Stars. Immancabile, ovviamente, il vero gioiello della compilation, che ancora oggi è uno dei più rinomati e apprezzati prodotti SNK, ovvero il sempre divertente Metal Slug, shoot’em up a scorrimento dal concept semplicissimo e, di conseguenza, convincente. A completare il disco, titoli minori come i beat’em up a scorrimento Sengoku e King of the Monsters, il poliziesco Burning Fight, lo sparatutto Last Resort, i platform Magician Lord e Shock Troopers e, per finire, Top Hunter, clone non altrettanto divertente del succitato Metal Slug.

Ciò che rende SNK Arcade Classics: Volume 1 per Wii differente dalle precedenti raccolte e dagli analoghi prodotti per le macchine concorrenti è, ancora una volta, il sistema di controllo. Al momento, la casa di produzione non ha ancora rivelato dettagli definitivi riguardo alla funzione svolta dal Wiimote. Senza dubbio, esso sarà utilizzabile in orizzontale, come parte di una “operazione nostalgia” per renderlo più simile a un controller dell’antenato Nintendo Entertainment System. Sarà altresì possibile utilizzare il classic controller e il joypad del GameCube.

Come spesso accade quando si ha a che fare con un prodotto di questo genere, è alquanto difficile fare previsioni su come SNK Arcade Classics: Volume 1 potrà essere accolto dal nutrito popolo di felici possessori di Wii. Trattandosi di videogiochi risalenti a dieci (e più) anni or sono – lasso di tempo che, nel mondo dell’intrattenimento interattivo, corrisponde a un centinaio di anni – è impossibile fare un paragone con le alternative offerte dal mercato, sia in termini di realizzazione tecnica, sia sotto il punto di vista dell’originalità, caratteristica resa ulteriormente importante dall’essenza stessa della console Nintendo, che fa dell’innovazione il suo marchio.

Infine, è curioso notare come l'azienda produttrice abbia deciso di proporre i suddetti storici titoli sotto forma di raccolta e non di diffonderli, più semplicemente, attraverso il riuscito e funzionale sistema della Virtual Console. Si tratta di un rischio potenzialmente elevato, che la SNK ha deciso di correre comunque. I dati di vendita, ancora una volta, ci sapranno dire se si è trattato di una scommessa vincente, o di una mossa avventata.
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categorie: videogames, entertainment
mercoledì, 30 aprile 2008

We've been expecting you /2

Ma la familiarità immediata è anche un inganno, un ostacolo al constatare che il suo nuovo disco “Hard candy” non è un disco “di Madonna”, come molti che lo hanno preceduto. I dischi “di Madonna” sono quelli che introducevano suoni e andamenti pop nuovi e ricercati nella classifiche di tutto il mondo, sbaragliando il campo delle comparse del genere. Lei stava un passo dietro ai rivoluzionari e due avanti ai conformisti. “Hard candy”, invece, ha dentro gli arrangiamenti ricchi e colossali dei più barocchi produttori hip-hop americani (ma non i geni innovativi con cui aveva lavorato altre volte), e ha la voce di Madonna. Ma non ha quella roba là, non è un disco “di Madonna”.

Un estratto della bella recensione di Luca Sofri (dal titolo appropriato: "Nothing really matters") dell'ultimo prodotto di Madonna, Hard Candy. Abile operazione commerciale, appunto (almeno per quanto concerne l'Europa, anni addietro nel mercato musicale e ancora di salvezza per artisti più rivolti al passato che al presente). E, giusto per citare recensioni di chi se ne intende: per Mark Savage di BBC News, l'album è un <<attempt to harness the urban market>>, cosa peraltro già fatta, come nota il Times: <<same thing with Nelly Furtado, Britney Spears and Gwen Stefani>>. Allmusic ripete quanto detto da Sofri, senza giri di parole: <<a lifeless Madonna album>>. Nel frattempo, dall'altra parte dell'oceano, il singolo più venduto è "Lollipop", di Lil Wayne, da sei settimane in vetta alle classifiche. Ma i critici radicalchic del vecchio continente non sembrano essersene accorti.
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categorie: music, usa , entertainment, hip-hop
venerdì, 25 aprile 2008

We've been expecting you

Esce il nuovo disco di Madonna. Non è motivo per parlarne su questo blog, che della suddetta, solitamente, se ne infischia. Ma l'album, di fatto, è hip-hop. Ed è estremamente curioso, oltre che triste, notare come buona parte dei critici - per la precisione quella cerchia fighetta e radicalchic unica depositaria della verità musicale - si ritrovi ora a scoprire, ascoltare e apprezzare un genere musicale che, fino a ieri l'altro, è stato da loro snobbato, deriso e disprezzato. O meglio, non capito. Forse per provincialismo, forse per ignoranza. La stessa ignoranza che, ora, fa passare un'abile operazione commerciale in una prova di eclettismo e versatilità. Fortunatamente, si tratta di un discorso applicabile solo alla realtà italiana. Grazie quindi a Madonna per aver "sdoganato" (e forse un po' ucciso, ma è un altro discorso) un prodotto che, al vertice delle classifiche mondiali da quindici anni e più, non ha alcun bisogno di sdoganamento. E un benvenuto a chi, con un ritardo inaccettabile, scopre ora l'hip-hop.
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categorie: music, usa , italy, entertainment, hip-hop
giovedì, 10 aprile 2008

Right on target

<<Inevitabile poi, e non solo per i seguaci di Giuliano Ferrara, soffermarsi sulla scelta della ragazzina di non abortire: proprio lei che, data l’età e la particolare situazione, ne avrebbe avuto diritto molto più di tante trentenni o quarantenni, capisce l’innaturalità di una scelta omicida e abbraccia l’ipotesi opposta.

Chiude tutte le porte che la società e il pensiero comune le spalancavano verso un egoismo mascherato da ovvia e ragionevole soluzione, e pensando solo con la sua giovane ma indipendente testa vira verso la scelta d’amore e verso una soluzione di fiducia nell’avvenire. Un’opzione per la vita che spalanca le porte a un avvenire che potrebbe essere positivo non solo per lei ma anche per il bimbo (cresciuto da una madre vera e non bambina) e per la madre adottiva così alla ricerca di quella maternità che la natura le ha impedito>>. Un estratto dell'ottimo "Juno, una lezione di vero amore per gli adolescenti di tutte le età", firmato da Carlo Meroni su L'Occidentale. Ad oggi, la migliore recensione di Juno in Italia.

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categorie: movies, usa , entertainment
mercoledì, 09 aprile 2008

Sorry for the delay

Con imperdonabile ritardo, ricordiamo anche da queste parti la scomparsa di Charlton Heston. 1923-2008. Rest In Peace.
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categorie: movies, usa , entertainment
venerdì, 04 aprile 2008

What to see



Un consiglio per questo fine settimana.
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categorie: movies, usa , entertainment
giovedì, 03 aprile 2008

John McCain for Heidi Montag


John McCain commenta, su MSNBC, l'endorsement ricevuto da Heidi Montag, stella del programma televisivo The Hills (vedi post).
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categorie: usa , politics, television, entertainment
mercoledì, 02 aprile 2008

Montag for McCain



Da queste parti, ci si è già occupati della bellissima Heidi Montag in precedenza (per la precisione, lo scorso luglio, per celebrare il suo patriottismo...e non solo quello). Oggi, la fanciulla di The Hills torna protagonista per quanto da lei dichiarato a US Magazine. Un endorsement pesantissimo, che influenzerà in maniera determinante le elezioni americane. Heidi, infatti, ha reso noto per chi voterà a novembre. Ed è una scelta in netta controtendenza rispetto al trend hollywoodiano e del mondo dell'entertainment.

I'm voting for John McCain. I'm a Republican and McCain has a lot of experience.

Chissà che Big Mac non le offra un posto da vicepresidente.
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categorie: usa , politics, television, entertainment
lunedì, 31 marzo 2008

Douche and Turd

In qualità di fan sfegatato di quel capolavoro dell'età contemporanea che risponde al nome di South Park, non potevo esimermi dal riportare questa divertente lettera pubblicata oggi sulla Stampa. Per la precisione, l'episodio a cui si riferisce il lettore è il numero otto dell'ottava stagione, "Douche and Turd", trasmesso da Comedy Central in prossimità delle elezioni presidenziali americane del 2004. Il titolo di quell'episodio, by the way, è stato anche usato da questo blog, nella serie di post (uno e due) dedicati ai dibattiti televisivi tra i due candidati a presidente del Consiglio nel duemilasei.

Elezioni a South Park
Anche nel paesino di South Park in Colorado è tempo di elezioni. I bimbi della scuola elementare si recano alle urne per eleggere la nuova mascotte della scuola e, ahiloro, devono scegliere tra una peretta gigante ed un panino alla merda.
Il bimbo Stan si rifiuta di andare a votare ritenendo assurdo dover scegliere tra tali alternative e, per questo motivo, viene addirittura "esiliato" dalla città perché tutti gli abitanti sono scandalizzati dal fatto che egli non riesca a comprendere l'importanza del voto.
Dopo mille peripezie il bimbo Stan ritorna a South Park e viene accolto da tutta la popolazione. A questo punto il papà gli chiede: "Allora Stan, hai finalmente capito l'importanza del voto?" ed il bambino risponde: "No papà, ho capito che nella vita bisogna scegliere tra una peretta gigante e un panino alla merda".
Al termine di questo cartone animato la mia mente si è finalmente illuminata ed ho capito quale missione ci attende il 13-14 aprile p.v.
GUALTIERO BELLINO

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categorie: usa , politics, television, italy, entertainment, south park
venerdì, 28 marzo 2008

I'm (not) PD

Se essere battuti dagli avversari politici si può considerare legittimo, o quantomeno comprensibile, perdere contro i Village People è politicamente inaccettabile, uno smacco senza precedenti. Village People 1, Partito Democratico 0. Cosa ci aspetta ora, un remake di Macho Man, oppure In The Navy?
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categorie: music, usa , politics, italy, entertainment
venerdì, 14 marzo 2008

Please don't

Jesse Ventura starebbe considerando l'ipotesi di presentarsi come candidato indipendente alle presidenziali del 2008. Ipotesi degna di nota solo se si presenta in un ticket con Hulk Hogan come vicepresidente.
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categorie: usa , politics, entertainment
venerdì, 07 marzo 2008

Brotha Madd

Damon Wayans (ancora indimenticabile per il suo personaggio Homey D. Clown, nello storico programma In Living Color), negli irresistibili panni di "Brotha Madd", risponde ai commenti offensivi e razzisti lasciati da alcuni visitatori sul suo nuovo sito, WayOutTv.com. Buon weekend.

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categorie: usa , television, entertainment