Dopo Obama Girl (ci tengo a ribadirlo: questo blog fu uno dei primi a scriverne, in Italia), l'incredibile McCain Girl, ennesima folle trovata del sito BarelyPolitical. La corsa alla Casa Bianca si fa sempre più interessante.
Fazioso, ultra-liberal, esageratamente anti-Bush, tendente all'antiamericanismo ma perennemente dalla parte di Israele, fondamentalista dell'ateismo e dell'omeopatia. A Bill Maher (autore e presentatore di Real Time sulla tv via cavo HBO) si possono rimproverare molte cose, ma non che non sia estremamente divertente. La sua ultima trovata, in collaborazione con quel genio di Larry Charles (Curb your enthusiasm, ma anche regista di Borat), è stata realizzare un film documentario sulla religione, che farà arrabbiare molti. Religulous, ovvero "Religious" + "Ridiculous". Guardando il trailer, viene in mente Christopher Hitchens. Enjoy.
28 maggio. Tokyo Dome. Gli Yomiuri Giants stanno per affrontare i Rakuten Eagles. Sfida di cartello, per gli amanti del baseball, ma non solo: ospite speciale, la pop star Mariah Carey, in visita nel paese del Sol Levante, la quale ha il privilegio di effettuare il "first pitch", ovvero il lancio di apertura dell'incontro (equivalente del "calcio di inizio", per chi, in questo Paese pallonaro, non conosce le regole del baseball). C'è solo un problema: Mariah Carey, pur avendo una grande voce - e nonostante abbia frequentato il celeberrimo interbase dei New York Yankees Derek Jeter per qualche tempo - non è esattamente una gran lanciatrice. Vedere per credere.

La Marvel Comics, forse resasi conto che troppi stravolgimenti della storyline originale possono peggiorare anziché migliorare il prodotto, presenta un film molto fedele al proprio fumetto, limitandosi ad aggiornare la vicenda in chiave contemporanea, con qualche (talvolta impercettibile, se non agli appassionati) aggiustamento. Iron Man, ideato durante la guerra fredda in pieno spirito anticomunista (le prime sue vittime erano infatti agenti vietnamiti), nasce ora in una caverna afgana, per sfuggire a terroristi e signori della guerra locali. Nuove guerre americane, nuovi nemici, stesso personaggio racchiuso in un’armatura di latta. O meglio, di una lega quasi indistruttibile.

SNK Arcade Classics, Volume 1 - Anteprima
È ormai divenuta procedura comune, da parte delle maggiori software house del pianeta, riproporre i propri successi del passato sotto forma di raccolte e compilation per le console di nuova generazione. Strategia che, oltre a fare leva sulla grande nostalgia tipica dei giocatori di lunga data, i quali hanno così l’opportunità di mettere nuovamente le mani sui videogiochi della loro infanzia, permette alle nuove leve di scoprire titoli che, per motivi anagrafici, mai hanno potuto provare o, ancor peggio, nominare.
Specialista in questa politica del revival è la SNK/Playmore, la quale, da anni a questa parte, ripresenta, su quasi ogni piattaforma esistente, il proprio parco titoli dello scorso decennio. Trattasi di videogiochi che hanno fatto la storia del coin-op, leggende viventi delle scomparse sale giochi e volti familiari del mai dimenticato Neo Geo, console che tuttora gode di un folto gruppo di estimatori. SNK Arcade Classics: Volume 1 è il primo – e molto probabilmente non ultimo – prodotto di questo genere per Wii. In uscita verso la fine del 2008, esso porterà sulla console ammiraglia di casa Nintendo sedici dei più grandi successi arcade targati SNK.
A farla da padroni, in questa prestigiosa raccolta, i picchiaduro, vero e proprio cavallo di battaglia della casa nipponica che, ad inizio anni ’90, dichiarò guerra (perdendola) al capolavoro Capcom che risponde al nome di Street Fighter 2: si va dal più riuscito Fatal Fury, dal quale sono poi scaturiti numerosi sequel, al mediocre Art of Fighting, noto più per le sue bizzarre inquadrature che per altri motivi, passando per l’originale World Heroes, il sottovalutato Samurai Showdown e, last but not least, The King of Fighters ’94, primo capitolo dell’omonima serie di picchiaduro a squadre, a sua volta un mix comprendente alcuni dei più celebri personaggi dei titoli sopra elencati.
Ben rappresentato anche il genere sportivo, con il calcistico (e assai violento) Super Sidekicks 3, il golfistico Neo Turf Masters e il meno conosciuto, almeno per quanto concerne il vecchio continente, Baseball Stars. Immancabile, ovviamente, il vero gioiello della compilation, che ancora oggi è uno dei più rinomati e apprezzati prodotti SNK, ovvero il sempre divertente Metal Slug, shoot’em up a scorrimento dal concept semplicissimo e, di conseguenza, convincente. A completare il disco, titoli minori come i beat’em up a scorrimento Sengoku e King of the Monsters, il poliziesco Burning Fight, lo sparatutto Last Resort, i platform Magician Lord e Shock Troopers e, per finire, Top Hunter, clone non altrettanto divertente del succitato Metal Slug.
Ciò che rende SNK Arcade Classics: Volume 1 per Wii differente dalle precedenti raccolte e dagli analoghi prodotti per le macchine concorrenti è, ancora una volta, il sistema di controllo. Al momento, la casa di produzione non ha ancora rivelato dettagli definitivi riguardo alla funzione svolta dal Wiimote. Senza dubbio, esso sarà utilizzabile in orizzontale, come parte di una “operazione nostalgia” per renderlo più simile a un controller dell’antenato Nintendo Entertainment System. Sarà altresì possibile utilizzare il classic controller e il joypad del GameCube.
Come spesso accade quando si ha a che fare con un prodotto di questo genere, è alquanto difficile fare previsioni su come SNK Arcade Classics: Volume 1 potrà essere accolto dal nutrito popolo di felici possessori di Wii. Trattandosi di videogiochi risalenti a dieci (e più) anni or sono – lasso di tempo che, nel mondo dell’intrattenimento interattivo, corrisponde a un centinaio di anni – è impossibile fare un paragone con le alternative offerte dal mercato, sia in termini di realizzazione tecnica, sia sotto il punto di vista dell’originalità, caratteristica resa ulteriormente importante dall’essenza stessa della console Nintendo, che fa dell’innovazione il suo marchio.

<<Inevitabile poi, e non solo per i seguaci di Giuliano Ferrara, soffermarsi sulla scelta della ragazzina di non abortire: proprio lei che, data l’età e la particolare situazione, ne avrebbe avuto diritto molto più di tante trentenni o quarantenni, capisce l’innaturalità di una scelta omicida e abbraccia l’ipotesi opposta.
Chiude tutte le porte che la società e il pensiero comune le spalancavano verso un egoismo mascherato da ovvia e ragionevole soluzione, e pensando solo con la sua giovane ma indipendente testa vira verso la scelta d’amore e verso una soluzione di fiducia nell’avvenire. Un’opzione per la vita che spalanca le porte a un avvenire che potrebbe essere positivo non solo per lei ma anche per il bimbo (cresciuto da una madre vera e non bambina) e per la madre adottiva così alla ricerca di quella maternità che la natura le ha impedito>>. Un estratto dell'ottimo "Juno, una lezione di vero amore per gli adolescenti di tutte le età", firmato da Carlo Meroni su L'Occidentale. Ad oggi, la migliore recensione di Juno in Italia.


In qualità di fan sfegatato di quel capolavoro dell'età contemporanea che risponde al nome di South Park, non potevo esimermi dal riportare questa divertente lettera pubblicata oggi sulla Stampa. Per la precisione, l'episodio a cui si riferisce il lettore è il numero otto dell'ottava stagione, "Douche and Turd", trasmesso da Comedy Central in prossimità delle elezioni presidenziali americane del 2004. Il titolo di quell'episodio, by the way, è stato anche usato da questo blog, nella serie di post (uno e due) dedicati ai dibattiti televisivi tra i due candidati a presidente del Consiglio nel duemilasei.
Elezioni a South Park
Anche nel paesino di South Park in Colorado è tempo di elezioni. I bimbi della scuola elementare si recano alle urne per eleggere la nuova mascotte della scuola e, ahiloro, devono scegliere tra una peretta gigante ed un panino alla merda.
Il bimbo Stan si rifiuta di andare a votare ritenendo assurdo dover scegliere tra tali alternative e, per questo motivo, viene addirittura "esiliato" dalla città perché tutti gli abitanti sono scandalizzati dal fatto che egli non riesca a comprendere l'importanza del voto.
Dopo mille peripezie il bimbo Stan ritorna a South Park e viene accolto da tutta la popolazione. A questo punto il papà gli chiede: "Allora Stan, hai finalmente capito l'importanza del voto?" ed il bambino risponde: "No papà, ho capito che nella vita bisogna scegliere tra una peretta gigante e un panino alla merda".
Al termine di questo cartone animato la mia mente si è finalmente illuminata ed ho capito quale missione ci attende il 13-14 aprile p.v.
GUALTIERO BELLINO
Damon Wayans (ancora indimenticabile per il suo personaggio Homey D. Clown, nello storico programma In Living Color), negli irresistibili panni di "Brotha Madd", risponde ai commenti offensivi e razzisti lasciati da alcuni visitatori sul suo nuovo sito, WayOutTv.com. Buon weekend.