Dopo Obama Girl (ci tengo a ribadirlo: questo blog fu uno dei primi a scriverne, in Italia), l'incredibile McCain Girl, ennesima folle trovata del sito BarelyPolitical. La corsa alla Casa Bianca si fa sempre più interessante.

La Marvel Comics, forse resasi conto che troppi stravolgimenti della storyline originale possono peggiorare anziché migliorare il prodotto, presenta un film molto fedele al proprio fumetto, limitandosi ad aggiornare la vicenda in chiave contemporanea, con qualche (talvolta impercettibile, se non agli appassionati) aggiustamento. Iron Man, ideato durante la guerra fredda in pieno spirito anticomunista (le prime sue vittime erano infatti agenti vietnamiti), nasce ora in una caverna afgana, per sfuggire a terroristi e signori della guerra locali. Nuove guerre americane, nuovi nemici, stesso personaggio racchiuso in un’armatura di latta. O meglio, di una lega quasi indistruttibile.

Spider-Man 3 è il peggior film della trilogia dedicata all'amichevole Uomo Ragno di quartiere. There, I said it. Lo si salva solo perchè è confezionato in modo impeccabile, perchè gli effetti speciali sono al solito straordinari, perchè gli attori sono dei professionisti, perchè Raimi è un ottimo regista, perchè è impossibile parlare male di Spidey. Detto questo, la pellicola regge almeno per i primi sessanta minuti, ammassando in continuazione carne al fuoco. Al giro di boa, si trasforma in un'orgia di personaggi e linee narrative, scene che sfiorano il ridicolo (la serata nel jazz club è tanto esagerata quanto patetica), cliché a ripetizione (dalla conversione di un villain in eroe con tanto di prevedibile martirio finale, al criminale buono costretto a fare del male incidentalmente e per scopi nobili), finali multipli ed affrettati. Si ignora se tutto questo sia dovuto ad una generale mancanza di idee, a carenze a livello di sceneggiatura, a forzature volute dall'alto della produzione. Il risultato, purtroppo, è il più lungo (2 ore e 20 minuti) e meno riuscito Spider-Man visto finora.
A voler essere polemici fino all'inverosimile, si potrebbe trovare da ridire sul poco perdonabile stravolgimento della storia originale per quanto concerne il personaggio di Gwen Stacy (interpretata dalla bella Bryce Dallas Howard, ridotta a poco più di una pin-up girl), l'assolutamente inammissibile forzatura relativa al coinvolgimento dell'Uomo Sabbia nell'omicidio di zio Ben Parker e la diversa, ma in questo caso comprensibile, origine di Venom (obiettivamente, non ci sarebbe potuto essere modo più credibile e/o coerente -- Topher Grace è comunque poco adatto per il ruolo di Eddie Brock).
Facendo un paragone con il mondo dei fumetti, se i primi due capitoli potevano essere paragonati ad una lettura in chiave moderna delle avventure narrate in Amazing Spider-Man ( testata ammiraglia del protagonista per decenni) o in Ultimate Spider-Man (nata negli ultimi anni per "ringiovanire" il personaggio), Spider-Man 3 ricorda invece quanto proposto da Web of Spider-Man, mensile che ospitava storie di minor livello, deceduto nel 1995.
Le dure critiche provenienti dagli USA, in particolare quella di Richard Roeper sul Chicago Sun-Times, sono del tutto condivise. Se il team sarà confermato per il quarto, il quinto e gli eventuali episodi seguenti, non è escluso che la saga di Spider-Man possa ritornare agli alti livelli. Quelli a cui ci si era abituati, dopo aver visto i primi due capitoli.

La nuova nomination per il Blame-America-First Award, premio riservato da questo blog a chi eccelle nell'arte dell'antiamericanismo e nell'incolpare gli Stati Uniti di ogni male dell'universo, va quest'oggi alla Repubblica Islamica dell'Iran, la quale recentemente, attraverso alcuni portavoce ufficiali del governo, si è scagliata contro l'America per il film campione d'incassi 300. La pellicola, diretta da Zack Snyder e tratta da una graphic novel dell'arcinoto autore Frank Miller, racconta la battaglia delle Termopili, avvenuta nel 480 a.C. tra alcune poleis greche e il temibile impero persiano e terminata - come vuole la leggenda - con la gloriosa vittoria di soli trecento spartani (da cui il titolo) contro i due milioni di soldati dell'esercito persiano guidato dal condottiero Serse.
Secondo quanto affermato da Javan Shamqadri, consigliere per l'arte del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, il film - che ha incassato 76 milioni di dollari nel solo primo weekend - non sarebbe altro che <<part of a comprehensive U.S. psychological war aimed at Iranian culture>>. Tutto un complotto americano per sovvertire, con la guerra psicologica, la nazione iraniana. Perché, prosegue Shamqadri, <<following the Islamic Revolution in Iran, Hollywood and cultural authorities in the U.S. initiated studies to figure out how to attack Iranian culture. Certainly, the recent movie is a product of such studies>>. Quindi, Hollywood e Casa Bianca si sarebbero alleate (cosa che già avrebbe dell'incredibile), contro il nemico comune. Ma gli sforzi americani sono del tutto vani, poiché <<values in Iranian culture and the Islamic Revolution are too strongly seated to be damaged by such plans>>.
Sulla stessa linea dei commenti di Shamqadri, anche le dichiarazioni del portavoce del governo Gholam Hossein Elham, secondo il quale 300 sarebbe una <<cultural intrusion against Iran>> e che senza dubbio <<the Iranian nation and those involved in cultural activities will respond to such a cultural aggression>>, per non parlare del servizio sul film trasmesso dal canale IRINN TV, nel quale si sostiene che la produzione e la distribuzione di esso non è che l'ennesima dimostrazione dell'ormai evidente "cospirazione sionista", in quanto la Warner Bros. sarebbe di proprietà di ricchi ebrei americani: <<This movie, which is totally against Persian culture and civilization, could be considered a production by Zionists and a group of American extremists>>.
La Sony Pictures ha finalmente diffuso il primo trailer di Ghost Rider, film tratto dall'omonimo fumetto della Marvel Comics (in Italia noto semplicemente come "Ghost"), in uscita nel 2007. Nei panni del protagonista Johnny Blaze sarà Nicolas Cage, grande appassionato di fumetti (il suo cognome d'arte è in onore del personaggio di Luke Cage, mentre suo figlio si chiama Kal-El, nome kryptoniano di Superman...), che ha fortemente insistito per avere questa parte. A giudicare dalle immagini, il film ha il 50% di probabilità di risultare decente (ma nulla più), il restante 50% di essere una clamorosa ciofeca. Davvero spettacolare la scena in cui si arrampica sul grattacielo a cavallo della moto.
Per chi non conoscesse il fumetto, Ghost Rider nasce negli USA sulle pagine di Marvel Spotlight nel 1971, ma la sua popolarità cresce negli anni '90 grazie ad un restyling ad opera dello sceneggiatore Howard Mackie. La storia è la seguente: il motociclista stuntman Johnny Blaze, per salvare la vita al padre gravemente malato, stringe un patto con il diavolo. Come conseguenza di questo accordo, Johnny, al tramonto, si trasforma in un teschio fiammeggiante in grado di emettere un "fuoco infernale". Oltre ad avere, come arma, una letale catena, Ghost Rider ha il potere far rivivere ai propri nemici tutto il male e il dolore da essi provocato, attraverso lo "sguardo di penitenza".
Da sempre uno dei personaggi più oscuri e misteriosi dell'universo Marvel, pur non godendo della stessa notorietà di più celebri personaggi quali l'Uomo Ragno o i Fantastici Quattro, Ghost Rider può contare su una nutrita schiera di aficionados (tra cui, non lo nascondo, il sottoscritto). Per chi fosse interessato, qui il sito ufficiale.