I videogames sono il male assoluto. Almeno stando a quanto si è letto, visto e sentito dai media in tutti questi anni. Fin dagli albori dell'intrattenimento interattivo, fin da quando i primi, elementari, sistemi di gioco hanno iniziato ad entrare nelle case, e nelle vite, di milioni di famiglie in tutto il mondo. Le ultime e più gettonate tesi, come al solito corredate dal parere di "esperti" (o presunti tali), sono quelle che i videogiochi sono diseducativi e in alcuni casi incitano alla violenza. Critiche che ignorano l'esistenza dell'ELSPA (Electronics and Leisure Publishers Association) la quale, su ogni titolo, inserisce in bella vista l'età minima consigliata (in alcuni paesi obbligatoria), proprio come per i film (altro tema scottante: nessuno sembra accorgersi che numerosissime pellicole, in Italia, vengono classificate come "per tutti", anche quando "per tutti" proprio non sono...).
Prima che fossero così realistici e dettagliati, andava di moda sostenere che i videogames provocassero l'epilessia, ma poi fu dimostrato che crisi di quel tipo si verificano solo su soggetti predisposti o già affetti da tale malattia. Una delle primissime tesi accusatorie, e francamente anche una delle più ridicole, risale invece ad una ventina di anni fa, quando spopolava il Nintendo Entertainment System a 8 bit. Sul banco degli imputati non vi era la console, bensì il suo apparentemente innocuo joypad. L'accusa? Il controller era il presunto responsabile di gravi infortuni alle mani, specialmente dopo lunghissime sessioni di gioco (bella scoperta: più o meno ogni cosa, dopo 20 o più ore, risulta dannosa...). La sindrome venne subito battezzata Nintendinitis (Nintendo + tendinite) ma, con l'avvento di nuove console e più ergonomici joypad (Sega Dreamcast escluso), entrò nel dimenticatoio.
A più di due decenni di distanza, il mondo si trova ora di fronte ad un nuovo caso di infortunio dovuto ai videogames: Alessandro Nesta, difensore del Milan e della Nazionale. Evviva! Era troppo tempo che non si sentiva qualcuno accusare i videogames! Blame PlayStation first!
