Creez Dogg In Tha Houze

The never ending battle for Truth, Justice and the American Way
domenica, 25 maggio 2008

La parte liberale a convegno (from a Dogg's perspective)

A una settimana di distanza dal bel convegno di Montesilvano, cui ho avuto il piacere di partecipare, provo a scrivere la mia arcimodesta opinione al riguardo.

Il nome del convegno è ambizioso: "La parte liberale del PdL". Gli organizzatori svolgono un lavoro egregio. Gli interventi e i temi trattati sono alquanto interessanti. I due giorni scorrono piacevoli. C'è un unico, poco trascurabile, problema: al termine del congresso, è difficile percepire qualcosa di diverso rispetto a prima dell'inizio dei lavori. La sensazione è che non si sia concluso un granché e che, a voler essere ottimisti, quanto detto nei due giorno possa forse rappresentare un punto di inizio di un lungo e alquanto incerto cammino. La carne da mettere al fuoco è molta, moltissima. Purtroppo manca il fuoco.

Si organizza un interessantissimo convegno al riguardo e - lo si scrive con il cuore in pezzi - le sedie vuote superano quelle occupate. A contare le teste, se questa è la cosiddetta “parte liberale”, c’è poco da stare allegri. D'accordo che Montesilvano non è una delle location meglio raggiungibili dello stivale, d'accordo che ci sono parecchi "assenti illustri", tuttavia si tratta di due facili consolazioni, specialmente se si tiene presente il battage promozionale dei giorni precedenti su L'Opinione, su Radio Radicale, su internet attraverso NeoLib, ogni varia mailing list, newsletter, senza dimenticare il grande Gionata Pacor e le sue vagonate di contatti. C'è chi, in un intervento, sostiene sia facile riconoscere un liberale anche quando si è in pizzeria o all'aeroporto, in ogni angolo del globo. Sorge spontaneo chiedersi, allora, come mai si era così in pochi, in Abruzzo, quel giorno.

I pochi motivi di allegria, inoltre, diminuiscono ulteriormente, se la cosiddetta "parte liberale", in cerca di un rilancio, si trova ad auspicare un intervento diretto di un ex ministro ex senatore ex politico di classe 1928, dalle indiscutibili e inesauribili capacità, ma ormai escluso da ogni gioco politico, oltre che dal Parlamento, per volere del suo stesso partito. Lasciarsi prendere dallo sconforto, o peggio dalla sindrome del crepuscolarismo (come ha scritto Oggettivista) è facile, ma non è una soluzione plausibile.

Sebbene sia semplice trovare una piattaforma comune concernente le idee politiche, su giustizia, economia, diritti civili e umani, temi sui quali si è più o meno tutti d’accordo, gli ostacoli iniziano a emergere in prossimità del passo relativo alla eventuale organizzazione della "parte liberale".
Durante le scorse elezioni politiche, qualcuno disse che, chiudendo tre comunisti in una stanza, questi avrebbero fondato tre partiti diversi. Oggi, se si volesse tentare un esperimento analogo con, al posto dei tre comunisti, tre liberali, si potrebbe tranquillamente affermare che, chiudendo tre liberali in una stanza, questi riuscirebbero a essere autoreferenziali. C'è chi ha il suo partitino, c'è chi ha il suo network, c'è chi ha il giornale, c'è chi fa i comunicati stampa, c'è chi parla alla radio. L'annoso problema, citato anche da Gianfranco Leonarduzzi su L'Opinione, è di far coesistere pluralismo e libertà individuale. Nell'individualismo della cultura liberale, ciò si fa ancor più difficoltoso quando l'obiettivo è di organizzare, coordinare le varie associazioni, al fine di evitare la temuta (e già avvenuta) frammentazione. Molte sono le idee, ovviamente. C’è chi vuole la fondazione. C’è chi vuole la corrente. C’è chi vuole il network. C’è chi vuole un radicamento nel territorio. C’è chi vuole il think tank sulla falsariga dei neocon, come sostenuto dall'assai preparato amico Pier Camillo Falasca.

E mentre si pontifica, guardando al futuro, spesso ci si dimentica di guardare al presente, alla situazione attuale. Non prestando attenzione ai numeri e ai rapporti di forza, da sempre valuta corrente in politica. I numeri. Cosa rappresentano, oggi, i “liberali”? Sebbene tutti quanti si definiscano tali (per citare Alfredo Biondi), i veri liberali sono pochi. Per fortuna, o forse purtroppo. Tant’è che questi, se proprio vogliamo contarli (anzi, contarci), rappresentano forse lo zero virgola, o poco più. Lo zero virgola (o poco più) di una forza politica nata con l’idea di formare un grande partito liberale di massa, le cui tessere numero 2 e 3 (la 1 è di Berlusconi) appartengono a Martino e Biondi. Lo zero virgola (o poco meno) del Paese. I rapporti di forza. Quanti liberali occupano posizioni di potere, attualmente? Nessun ministro. Nessun sottosegretario. C’è qualche senatore (tra cui Enrico Musso, grande speranza liberale). C’è qualche deputato, come Benedetto Della Vedova o Peppino Calderisi. Nulla più. Paradossalmente, il liberale nella migliore posizione (anche se il potere effettivo è relativo) è Daniele Capezzone, portavoce di Forza Italia. Un partito che si appresta a morire, per la cronaca, per sposarsi con un partito che non brilla di liberalismo. Un po’ poco, per ipotizzare grandi progetti.

È ovvio, di fronte agli elementi fin qui citati, che si diffonda il crepuscolarismo. Forse giustificato, per la serie "chi è causa del suo mal..", ma comunque da respingere. Poiché, come ha giustamente fatto notare Arturo Diaconale nel suo ultimo intervento, basta dare un’occhiata alla situazione attuale della politica italiana, compararla con quella di dieci, quindici, venti anni fa per guardare al presente con ottimismo. Si sono fatti molti, moltissimi passi avanti. Conquiste liberali un tempo considerate irraggiungibili e irrealizzabili sono ora realtà date per scontate della politica italiana. E questo soprattutto grazie ai liberali.

È possibile che, rivolgendosi all'avvenire, come Bertinotti ha prefigurato per il comunismo, il liberalismo sia destinato a trasformarsi in un movimento culturale. Ciò avverrà quando i capisaldi del pensiero liberale in materia di politica, giustizia, economia, tutela dei diritti umani e civili, saranno accettati e dati per scontati da tutto il mondo politico del nostro Paese, o comunque dalle maggiori forze in campo. Diverrebbe così superfluo il termine "liberale", poiché già insito nelle maggiori componenti politiche, a prescindere dal colore, in una liberal democrazia di stile anglosassone. Forse si tratta di un'utopia, probabilmente quel giorno non arriverà mai.

Nel frattempo, anziché ipotizzare una nuova - assai difficile da realizzare con i mezzi attuali - "rivoluzione liberale", sarebbe forse meglio concentrarsi su ogni singola sfida, facendo tutto il possibile perché le idee liberali abbiano la meglio (Capezzone docet). Senza aspettare un messia liberale, che non si vede all’orizzonte (e se qualcuno identifica in esso Silvio Berlusconi, siamo un po' fuori il tempo limite). Senza aspettare nessun cataclisma, nell’auspicio che il think tank liberale sia valorizzato da chi governa, come accaduto ai neocon dopo l’11 settembre. Senza puntare su una assemblea costituente, esperimento ormai già tentato (e fallito) più volte. Ma attraverso "un serio e faticoso lavoro che coinvolga tutta la galassia liberale e che consenta la valutazione e l'attribuzione delle leadership sulla base dei risultati ottenuti" (per citare Luca Tentellini, sempre su L'Opinione). Scommettendo sempre sulle idee che, come dimostrato dalla storia, sono quelle vincenti.

(un caro saluto al padrone di casa Alessio Di Carlo, autore di uno dei discorsi più incisivi, all'amico Gionata Pacor, ai compagni di viaggio Paolo, Andrea ed Elisa, e a tutte le persone conosciute a Montesilvano)
postato da creezdogg alle ore 23:26 | link | commenti (3)
categorie: politics, italy, fai notizia

Commenti
#1   26 Maggio 2008 - 09:46
 
Molto condivisibile. La parola che manca ai lib è "PRAGMATISMO"
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente sestrilibera

#2   26 Maggio 2008 - 18:47
 
Peccato aver perso il convegno.
utente anonimo

#3   28 Maggio 2008 - 10:41
 
Ciao Creez! :)
a.man.
utente anonimo

Commenti

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Nome: Cristiano Bosco
Nato il 20 ottobre 1982. Simpatizzante neocon. Americanista convinto. Genoano. Collaboratore de L'Opinione e di RagionPolitica.it - contatti mail/msn: creezdogg @ hotmail.com

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