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The never ending battle for Truth, Justice and the American Way
domenica, 11 maggio 2008

Iron Man



Il disegnatore Alex Ross, nel suo capolavoro Marvels, una delle migliori graphic novels della storia, lo aveva immaginato con il volto di Timothy Dalton. L'anno era il 1994, e l'attore gallese, che aveva da poco interpretato un capitolo di James Bond e Rocketeer, risultava quanto di più somigliante al multimilionario geniale ma ricco di problemi creato da Stan Lee e liberamente ispirato a Howard Hughes che rispondeva al nome di Tony Stark. I tempi cambiano, gli attori invecchiano e spariscono dalle scene, la computer graphic compie passi da gigante permettendo di realizzare semplicemente prodotti quasi impensabili anche solo dieci anni or sono, e oggi, nei panni di Tony Stark, è assai più credibile il bravissimo Robert Downey Jr., attore che sembra nato per quel ruolo e che, nella vita reale, ha condiviso molte delle maledizioni che affliggono la sua controparte in celluloide.

La Marvel Comics, forse resasi conto che troppi stravolgimenti della storyline originale possono peggiorare anziché migliorare il prodotto, presenta un film molto fedele al proprio fumetto, limitandosi ad aggiornare la vicenda in chiave contemporanea, con qualche (talvolta impercettibile, se non agli appassionati) aggiustamento. Iron Man, ideato durante la guerra fredda in pieno spirito anticomunista (le prime sue vittime erano infatti agenti vietnamiti), nasce ora in una caverna afgana, per sfuggire a terroristi e signori della guerra locali. Nuove guerre americane, nuovi nemici, stesso personaggio racchiuso in un’armatura di latta. O meglio, di una lega quasi indistruttibile.

La regia è affidata a Jon Favreu, ex giovane talento di Hollywood, ancora pressoché sconosciuto al di qua dell’Atlantico nonostante abbia firmato la sceneggiatura di uno dei più riusciti film di culto degli anni ’90 (quello Swingers che lanciò la carriera di Vince Vaughn). Non ci sono sbavature, considerando il genere. In quanto blockbuster movie privo di ogni ambizione stilistica o di strizzate d’occhio all’Academy (salvo forse i premi per gli effetti speciali – si è comunque visto di meglio), scontata la presenza di alto contenuto di azione, esplosioni, combattimenti ipercinetici, product placement sfrenato e privo di vergogna (Audi, Motorola, Verizon, etc.), elementi comunque bilanciati da una buona dose di autoironia e humor, che confermano l’azzeccata scelta di Downey Jr. come protagonista. A fare da corredo, una ritrovata – e assai tirata - Gwyneth Paltrow, il sempre sottovalutato Terrence Howard e, nei panni del malvagio di turno, un poco riconoscibile Jeff Bridges. Immancabile il vecchio e sempre sorridente Stan Lee, questa volta in vestaglia da Hugh Hefner.

Trattandosi di un prodotto dal target alquanto allargato, immancabile un fondo moraleggiante, per educare grandi e piccini. L'invincibile Iron Man non nasce supereroe. Il cinico e dissennato venditore di armi Tony Stark, infatti, si trasforma in super uomo per necessità. Prima per salvarsi la vita, quindi per correggere errori e discutibili scelte commesse dalla sua stessa società, la Stark Industries, la quale, nonostante un patriottismo di facciata, vende armamenti ai primi nemici dell'America, mettendo in serio rischio la vita di migliaia di innocenti. Viene risparmiata agli spettatori una predica - che in questo caso sarebbe risultata poco realistica - contro le armi, contro chi le produce, o contro chi le vende. Niente di tutto ciò. L'attenzione è invece posta sui destinatari di esse, ovvero su chi le armi le usa. Il protagonista del film, un eroe corazzato da testa a piedi e armato fino ai denti, è l'evidente dimostrazione che le armi, nelle mani dei buoni (ovvero Iron Man, in questa occasione), sono molto più appropriate. E, attraverso le sue stesse parole, conferma uno scomodo, ma non ancora contraddetto, motto: "Pace significa possedere una clava più grossa del mio nemico". Peace through superior firepower, appunto. Ed è così che l'eroe (o antieroe?) Iron Man sconfigge i cattivi, facendo vincere i buoni. La gente si diverte, uscendo soddisfatta dalla sala.
postato da creezdogg alle ore 22:54 | link | commenti
categorie: movies, usa , comics, entertainment, terrorism

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Nome: Cristiano Bosco
Nato ad Albenga il 20 ottobre 1982. Simpatizzante neocon. Americanista convinto. Genoano. Collaboratore del quotidiano L'Opinione. mail/msn: creezdogg @ hotmail.com

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