Creez Dogg In Tha Houze

The never ending battle for Truth, Justice and the American Way
venerdì, 29 agosto 2008

Birthday surprise

Il senatore John McCain, nel giorno del suo compleanno, sceglie il suo vice. Anzi, la sua vice. Sarah Palin, governatrice dell'Alaska. Scelta a sorpresa. Potenzialmente geniale.
postato da creezdogg alle ore 19:27 | link | commenti (1)
categorie: usa , politics, john mccain, sarah palin
venerdì, 29 agosto 2008

Born in the USA

Quasi le 4 del mattino, senza parole di fronte allo spettacolo proveniente da Denver, Colorado. Uno stadio gremito di persone di tutte le età, le razze e le etnie. Tutti quanti, sulle note di Born in the USA danzano e agitano con grande orgoglio la loro bandiera. Un tripudio di stelle e strisce. Che ricorda, democratici o repubblicani, McCain o Obama, quale sia il più grandioso, spettacolare e incredibile popolo del pianeta, e della storia. And guess what, America we love you. Cause you rock and you roll with so much soul. You could rock till you're a hundred and one years old.
postato da creezdogg alle ore 02:56 | link | commenti
categorie: usa , politics, john mccain, barack obama
mercoledì, 27 agosto 2008

Wake up America!

Dennis Kucinich quasi ci lascia le penne, tanto era agitato il suo discorso. Uno degli highlights della Convention, senza dubbio.
postato da creezdogg alle ore 00:12 | link | commenti
categorie: usa , politics
martedì, 26 agosto 2008

Dee En Cee

Per il momento, nulla più dell'ottimo discorso di Michelle Obama. Tutto il resto è noia. Chissà che i Clinton non movimentino un po' le cose.
postato da creezdogg alle ore 19:56 | link | commenti
categorie: usa , politics, barack obama, hillary clinton
martedì, 26 agosto 2008

No bounce (to the ounce)

It's official: Barack Obama has received no bounce in voter support out of his selection of Sen. Joe Biden to be his vice presidential running mate.

Lo riporta un nuovo sondaggio Gallup.
postato da creezdogg alle ore 19:51 | link | commenti
categorie: usa , politics, john mccain, barack obama, joe biden
lunedì, 25 agosto 2008

DNC

postato da creezdogg alle ore 10:32 | link | commenti
categorie: usa , politics, barack obama, hillary clinton
lunedì, 25 agosto 2008

La strada in salita di Obama

Mettendo fine a un'attesa che durava da giorni - stratagemma mediatico per rubare la scena all'avversario in risalita - Barack Obama ha finalmente reso noto il nome del suo vice. Si tratta di Joe Biden, senatore del Delaware. Veterano del Congresso (eletto per la prima volta nel 1972), presidente della Commissione rapporti internazionali del Senato, cattolico, noto per la sua propensione a parlare in modo diretto. Una caratteristica che gli ha procurato, nel corso degli anni, un non trascurabile numero di passi falsi e gaffe: una di queste relativa anche allo stesso Obama, lo scorso anno, quando i due erano avversari per le primarie democratiche e Biden definì il senatore dell'Illinois «il primo afroamericano conosciuto con ottime proprietà di linguaggio, brillante, pulito e di bella presenza». Il senatore Biden, dall'indubbia esperienza sia interna che internazionale, possiede un curriculum da liberal moderato (pro-choice, contro la politica economica di Bush, dalla parte degli ambientalisti, per il controllo delle armi, ecc...), con posizioni più da «falco» su temi di sicurezza nazionale e politica estera: pro-Israele, grande oppositore del regime di Fidel Castro e sostenitore dell'embargo, è a favore dell'invio di militari americani in Sudan per mettere fine alla crisi del Darfur e, non ultimo, votò gli interventi in Afghanistan e in Iraq e fu favorevole al Patriot Act. Per Barack Obama, la scelta di un uomo politico come Joe Biden come vice serve a portare esperienza e al ticket presidenziale. Secondo molti, questa preferenza sarebbe stata favorita dalla recente crisi in Ossezia, la quale ha mostrato la debolezza del candidato democratico in politica estera.

A pochi giorni dalla convention democratica di Denver, che si terrà il 25-28 agosto, Obama deve fronteggiare non poche avversità. Incalzata da John McCain - la cui netta rimonta, innescata da una strategia mediatica vincente e dalle ferme posizioni su energia e crisi in Georgia, è stata coronata da un sondaggio Reuters/Zogby che lo dava addirittura in vantaggio di 5 punti - la campagna del senatore dell'Illinois sembra aver perso il passo. L'atmosfera «magica» e surreale che l'aveva contraddistinta fino a poche settimane or sono è svanita e, nonostante i membri del suo staff continuino a negare eventuali cambi di strategia, gli annunci, le dichiarazioni e gli spot si sono fatti sempre più aggressivi, segnale inequivocabile che John McCain susciti ora assai più timore rispetto a prima. Con la convention, Obama avrà l'occasione di spostare nuovamente i riflettori su di lui.

John McCain non è però l'unico ostacolo sulla strada del candidato democratico. Compito principale, e per nulla scontato, di Barack Obama, nei giorni di Denver, sarà convincere l'elettorato di Hillary Clinton a spostarsi dalla sua parte. Data per finita troppo precocemente, Hillary, a capo dell'oliata macchina da guerra nota come «Clinton machine», è in grado di influenzare la corsa in maniera determinante, giocando sul dato che il partito, di fatto, rimane tuttora diviso a metà, in seguito alle estenuanti primarie combattute senza esclusione di colpi. «La campagna di Hillary Clinton può essere finita, ma il fattore Clinton rimane parte importante dell'elezione», ha dichiarato un consulente elettorale dei democratici. Secondo un sondaggio di Wall Street Journal/NBC, solo metà di coloro che votarono per la Clinton alle primarie sostengono ora Barack Obama. Uno su cinque sostiene John McCain, il quale, nei mesi scorsi, ha argutamente lodato più volte la senatrice, non escludendo recentemente la possibilità di scegliere un vice pro-choice, corteggiando così il di lei elettorato (parte del quale promette disordini alla convention) anche attraverso gli sforzi del senatore Joe Lieberman, democratico indipendente, dalla parte di McCain, che con il suo «Citizens for McCain» tenta di convincere democratici indecisi a votare per il senatore dell'Arizona.

Dato da non trascurare, gli elettori di Hillary scontenti di Obama potrebbero rivelarsi decisivi negli Stati chiave dell'Ohio e della Pennsylvania, due grandi Stati vinti nettamente dalla Clinton alle primarie. A dispetto delle dichiarazioni formali e delle trovate hollywoodiane, non è un mistero che i rapporti tra lo staff di Obama e quello di Hillary non siano idilliaci. E c'è già chi, come l'esperto Dick Morris, sostiene che la famiglia Clinton abbia «dirottato» la convention, catalizzando tutta l'attenzione su di sé e facendola propria, incurante del fatto che il candidato sia un altro. Un'eventualità che ovviamente non farebbe altro che favorire John McCain, forte della risalita nei sondaggi (incredibile ma vero, sempre secondo Zogby, gli elettori sostengono ora che «gestirebbe meglio l'economia» di Obama - e l'economia è, per sua stessa ammissione, il tallone di achille di McCain), in previsione della convention repubblicana di inizio settembre che lo incoronerà ufficialmente.

2008 - © Ragionpolitica.it

postato da creezdogg alle ore 10:28 | link | commenti
categorie: iraq, usa , politics, afghanistan, cuba, israel, john mccain, middle east, economy, barack obama, fai notizia, joe biden
domenica, 24 agosto 2008

He looks like a muscular McDonald's sign

Il commento di un lettore (o di una lettrice?) del NYT alla divisa recentemente sfoggiata dal campione di tennis Rafa Nadal.
postato da creezdogg alle ore 10:03 | link | commenti
categorie: sport, usa , tennis
domenica, 24 agosto 2008

Uh-oh /3

Effetti del caldo. Springfield, Illinois. Barack Obama presenta Joe Biden come il prossimo presidente degli Stati Uniti. Joe Biden presenta il senatore dell'Illinois come "Barack America".
postato da creezdogg alle ore 09:36 | link | commenti
categorie: usa , politics, barack obama, joe biden
domenica, 24 agosto 2008

Uh-oh /2

postato da creezdogg alle ore 09:33 | link | commenti
categorie: usa , politics, john mccain, barack obama, joe biden
domenica, 24 agosto 2008

Not a one-man race

A refresher lesson for some of our brothers and sisters in political journalism: There's this thing called a general election. And, in a general election, candidates representing the two major political parties vie to become president. We're sure that most of our colleagues know about this--or, at least, have heard it mentioned. But we feel obliged to reiterate it, because a broad swath of media has treated this election as if it were a one-man race.

"It Takes Two to Tangle", un editoriale per tirare le orecchie ai media americani (e, di riflesso, anche a quelli al di qua dell'Atlantico), rei di fornire una copertura della battaglia per la Casa Bianca parziale, come se fosse la corsa di un uomo solo. Dallo staff di The New Republic, magazine storicamente vicino ai democratici, una lezione di giornalismo.
postato da creezdogg alle ore 08:35 | link | commenti
categorie: usa , politics, john mccain, barack obama
sabato, 23 agosto 2008

Uh-oh

postato da creezdogg alle ore 15:20 | link | commenti
categorie: usa , politics, john mccain, barack obama, joe biden
venerdì, 22 agosto 2008

Question

Ma perché il Cav., anziché sparare su di un moribondo, non ha mosso una critica, nemmeno mezza, nei confronti del suo caro amico Putin? Certe immagini ancora tormentano e assillano il sottoscritto (e gli altri non sono da meno, vedi qui e qui).
postato da creezdogg alle ore 11:45 | link | commenti
categorie: politics, russia, italy
giovedì, 21 agosto 2008

Covers /3



Copertina di The National Review
postato da creezdogg alle ore 17:55 | link | commenti
categorie: usa , politics, barack obama
giovedì, 21 agosto 2008

Covers /2



Copertina di The New Republic.
postato da creezdogg alle ore 17:54 | link | commenti
categorie: usa , politics, barack obama
giovedì, 21 agosto 2008

Covers /1



Copertina di The Nation.
postato da creezdogg alle ore 17:53 | link | commenti
categorie: usa , politics, barack obama
giovedì, 21 agosto 2008

The surge, clearly, has worked


The surge, clearly, has worked, at least for now: violence, measured in the number of attacks against Americans and Iraqis each week, has dropped by 80 percent in the country since early 2007, according to figures the general provided. Civilian deaths, which peaked at more than 100 a day in late 2006, have also plunged. Car and suicide bombings, which stoked sectarian violence, have fallen from a total of 130 in March 2007 to fewer than 40 last month. In July, fewer Americans were killed in Iraq — 13 — than in any month since the war began.

The result, now visible in the streets, is a calm unlike any the country has seen since the American invasion toppled Saddam Hussein in April 2003. The signs — Iraqi families flooding into parks at sundown, merchants throwing open long-shuttered shops — are stunning to anyone who witnessed the country’s implosion in 2005 and 2006.

Non lo scrive il National Review, ma il New York Times, tra le voci più critiche del presidente Bush, contrario al surge e alla strategia irachena e mediorientale dell'attuale amministrazione. Il miracolo del generale Petraeus in Iraq, a dispetto degli scettici, dei disfattisti, dei democratici e dei moralmente superiori di MoveOn. Un successo che però potrebbe rivelarsi vano, in caso di avventato e frettoloso ritiro dal Paese. Ridurre le truppe è un'eventualità presa in considerazione dalla stessa Casa Bianca, ma è di fondamentale importanza che l'Iraq non venga abbandonato a sé stesso. In questo senso, sarebbe interessante sapere quale è la posizione dell'Europa al riguardo.

postato da creezdogg alle ore 17:41 | link | commenti
categorie: iraq, usa , politics, middle east, terrorism
giovedì, 21 agosto 2008

Only in America's Team

Questo pezzo del NYT sui Dallas Cowboys è fantastico. La stessa presenza di un articolo dai connotati ironici sulla franchigia di Dallas ("America's Team"!) sulle pagine sportive del quotidiano di New York è già di per sé qualcosa di sensazionale. Il taglio sarcastico completa il quadretto, con frecciate ai problemi extrasportivi di alcuni talenti ("Tank Johnson, who has collected enough guns and ammo to start a militia"; "Pacman Jones, who was suspended for last season because of a litany of off-the-field troubles, is being counseled by the twin pillars of humility and virtue: Deion Sanders and Michael Irvin."). Si immagina la felicità dei lettori texani, che aspettano di vincere un Super Bowl da tredici anni.
postato da creezdogg alle ore 17:25 | link | commenti
categorie: sport, usa , football, nfl
giovedì, 21 agosto 2008

In touch with regular americans

Obama ha attaccato McCain perchè quest'ultimo non si ricorderebbe quante case possiede. Un attacco che vuole mostrare agli elettori il presunto distacco del candidato repubblicano dagli americani, o meglio, dai "regular americans". Terreno inesplorato, per Obama. La risposta dello staff di McCain non si è fatta attendere:

Does a guy who made more than $4 million last year, just got back from vacation on a private beach in Hawaii and bought his own million-dollar mansion with the help of a convicted felon really want to get into a debate about houses? Does a guy who worries about the price of arugula and thinks regular people ‘cling’ to guns and religion in the face of economic hardship really want to have a debate about who’s in touch with regular Americans?
postato da creezdogg alle ore 17:03 | link | commenti
categorie: usa , politics, john mccain, barack obama
giovedì, 21 agosto 2008

What’s pushing me toward McCain is Obama

“Obama’s very charismatic but if you listen closely, he hasn’t said a whole lot”

Western Pennsylvania. I sondaggi la davano saldamente in mano ai democratici, fino a qualche tempo fa. In quest'area, nel 2000, Al Gore superò Bush di 8 punti percentuali. Nel 2004, il vantaggio di John Kerry fu di circa 3 punti. Oggi è in bilico, e la Pennsylvania (nella quale Barack Obama subì una pesantissima sconfitta alle primarie democratiche, sotto di 40 punti rispetto a Hillary Clinton) è un "battleground state", decisivo per le elezioni presidenziali. Da non perdere l'interessante reportage del New York Times al riguardo.
postato da creezdogg alle ore 15:52 | link | commenti
categorie: usa , politics, john mccain, barack obama

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Nome: Cristiano Bosco
Nato il 20 ottobre 1982. Simpatizzante neocon. Americanista convinto. Genoano. Collaboratore de L'Opinione, RagionPolitica, Giornalettismo, LibMag - contatti mail/msn: creezdogg @ hotmail.com

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