Creez Dogg In Tha Houze

The never ending battle for Truth, Justice and the American Way
giovedì, 31 luglio 2008

Victory in Iraq

Eleven US soldiers were killed in Iraq in July, the lowest monthly toll since the 2003 invasion, according Pentagon figures, highlighting what US commanders say is a marked drop in overall violence.

Luglio è stato il mese con minori perdite di uomini tra le fila dell'esercito americano in Iraq, dalla liberazione ad oggi. Un drastico calo nella violenza, che cambia notevolmente lo scenario iracheno. Gran parte del merito va ovviamente all'aumento di truppe pianificato da Frederick Kagan e Jack Keane in risposta all'Iraq Study Group di James Baker, messo in atto dal generale Petraeus su ordine del presidente Bush. Un piano sostenuto anche dal candidato presidenziale John McCain e dal senatore democratico Joseph Lieberman, ma fortemente e ripetutamente criticato dal Partito Democratico e dal senatore Barack Obama, il quale ora è costretto a rivedere le sue posizioni sull'Iraq. "New premises in Iraq" è l'editoriale di Henry Kissinger sull'odierno Washington Post, mentre il sempre ottimo Victor Davis Hanson, su RealClearPolitics, si chiede: "What if Iraq works?". A sottolineare le debolezze di Barack Obama nei confronti della situazione irachena è niente meno che Karl Rove, che firma un column sul Wall Street Journal dal titolo "Obama's Iraq Fumble". Money quote:

Mr. Obama's problem is he opposed the policy that created the progress that makes victory in Iraq possible. Mr. Obama's unbending opposition to the surge undermines his fundamental argument that he has better judgment on national security. Mr. McCain needs to use Mr. Obama's retrospective mistake to shape voters' prospective conclusion, convincing them that Mr. Obama's badly flawed judgment on the surge shows he cannot be trusted with major foreign-policy decisions.
postato da creezdogg alle ore 20:29 | link | commenti
categorie: iraq, usa , politics, middle east, terrorism
giovedì, 31 luglio 2008

Media bias

postato da creezdogg alle ore 20:09 | link | commenti
categorie: usa , politics
lunedì, 28 luglio 2008

The big show

Sull'ultimo numero del Corriere della Sera Magazine, un interessante intervento del critico cinematografico Tullio Kezich, nella sua rubrica "Biglietto da visita". L'argomento, il cinema americano (la giusta sintesi tra intrattenimento e arte, per chi scrive) che, ormai per consuetudine, viene accolto qui dalla solita buona dose di preconcetti, ignoranza e, last but not least, snobismo radical chic. Il titolo, "Godiamoci in pace i film USA":

Dicono che è una scatola vuota, che sollecita solo emozioni epidermiche, che eccita alla violenza e che è diseducativo perché il messaggio, per quanto l'eroe possa apparire positivo, è insieme semplicistico e ambiguo. Sto parlando del cinema Usa a grande spettacolo, quello degli effetti speciali: ovvero il cinema che assomigliava ai fumetti ancora prima di trarne ispirazione diretta. Il fatto è che titoli quali Iron Man, L'incredibile Hulk, Wanted, Il cavaliere oscuro, stanno sbancando i botteghini estivi dell'intero pianeta. Tant'è vero che Variety (30 giugno) sottolinea in prima pagina che la minacciosa recessione dell'economia non intacca gli incassi del box-office, anzi, sembra addirittura favorirli. Donde l'opportunità di spezzare una lancia a favore di un prodotto così spesso sottovalutato o bistrattato; e non tanto a nome della salute dell'industria o pensando ai milioni di spettatori che si godono queste chicche in barba alla critica, ma in base a una valutazione (azzardo la parola con discrezione) estetica. Concluso il periodo di transizione in cui l'enfasi veniva posta sulle meraviglie della tecnologia, Hollywood ormai considera gli effetti speciali come uno dei tanti strumenti da utilizzare in funzione del racconto, senza tuttavia trascurare la scrittura, la messinscena e l'apporto decisivo di divi carismatici. Questo, volere o no, è il cinema popolare moderno che sta riportando il pubblico nelle sale e sarebbe suicida fargli il viso dell'armi. Godiamocelo in pace, quando ne vale la pena, ed evitiamo di trattarlo dall'alto in basso.
postato da creezdogg alle ore 11:42 | link | commenti (2)
categorie: movies, usa , europe, entertainment
domenica, 27 luglio 2008

Double standard

Ma perché la cifra stilistica della sinistra italiana deve essere per forza il doppio standard, la doppia morale? Prendiamo l'ultimo caso in ordine di tempo. Il governo utilizza una norma vigente per dichiarare lo stato d'emergenza di fronte all'afflusso dei clandestini. Dalla sinistra partono bordate: razzismo, xenofobia, autoritarismo, intollerabile clima emergenziale. Quella norma però è stata in passato utilizzata anche dal governo Prodi. Come mai all'epoca nessuno fiatò?

"La doppia morale", spettacolare editoriale del sempre grandioso Angelo Panebianco sul Corriere della Sera di oggi, è qui condiviso dalla prima all'ultima parola. Non un articolo, ma una lezione di liberalismo, che fa il paio con "Doppio standard l'eterno ritorno" di Pierluigi Battista. Assolutamente da leggere.
postato da creezdogg alle ore 10:45 | link | commenti
categorie: politics, italy
domenica, 27 luglio 2008

Remarkable change from years past

BAGHDAD — The militia that was once the biggest defender of poor Shiites in Iraq, the Mahdi Army, has been profoundly weakened in a number of neighborhoods across Baghdad, in an important, if tentative, milestone for stability in Iraq.

Lo riporta Sabrina Tavernise sul New York Times, nella notizia principale di oggi. Questo perchè l'aumento di truppe era un errore, ovviamente.
postato da creezdogg alle ore 10:27 | link | commenti
categorie: iraq, usa , politics, middle east
sabato, 26 luglio 2008

What's wrong

Un ministro della repubblica mostra il dito medio all'inno nazionale. Qualche giorno dopo, una nota compagnia aerea ripropone l'immagine a scopi pubblicitari. Il partito di cui è leader lo stesso ministro punta il dito contro la compagnia aerea, affermando che quella foto sarebbe "offensiva per l'immagine" del ministro. Mi devo essere perso qualcosa.
postato da creezdogg alle ore 18:00 | link | commenti (1)
categorie: politics, italy
sabato, 26 luglio 2008

Never give up on a good thing

"Caro Direttore, sì, sono contro i dipendenti pubblici fannulloni e ho intenzione di continuare, non mollo". L'incipit della lettera del ministro Renato Brunetta al Corriere della Sera. Wow.
postato da creezdogg alle ore 17:46 | link | commenti
categorie: politics, italy
sabato, 26 luglio 2008

The real story

Dopo settimane di grande visibilità mediatica, insomma, Obama non solo non ha aumentato il distacco dal suo rivale, ma sembra avere qualche difficoltà. Per gli strateghi repubblicani è la conferma che la partita del 4 novembre è ancora apertissima e che il senatore dell'Illinois va attaccato sul suo punto debole: la difficoltà a entrare in sintonia con l'elettorato degli Stati interni, con gli anziani e con gli operai bianchi della «pancia» dell'America.

L'editoriale di Massimo Gaggi sul Corriere di oggi, "Ma Obama corre in salita", è un must-read per capire al meglio lo stato attuale della corsa alla Casa Bianca. A dispetto delle lune di miele, dei bagni di folla e dei fenomeni mediatici.
postato da creezdogg alle ore 17:25 | link | commenti
categorie: usa , politics
venerdì, 25 luglio 2008

Paying the bills

Ultimo appuntamento, prima della pausa estiva, con l'inserto de L'Opinione dedicato alla Liguria. Le brevi dalla Regione, "Primocanale protesta contro la Rai" di Walter Ricci, l'intervista di Paolo Della Sala al direttore generale ASL4 Paolo Cavagnaro e mia intervista a Bruno Robello De Filippis, coordinatore di Forza Italia Albenga. Enjoy.
postato da creezdogg alle ore 15:38 | link | commenti
categorie: politics, liguria, italy
giovedì, 24 luglio 2008

About time

postato da creezdogg alle ore 19:31 | link | commenti
categorie: politics, italy
giovedì, 24 luglio 2008

Check your priorities

È positivo notare - in un periodo come quello estivo, solitamente noto per l'assenza di notizie e per l'indolenza diffusa - la mobilitazione generale di società civile, intellettuali, associazioni, esperti, mondo politico e  autorità, dai quali è arrivato un tempestivo intervento per fermare...un manichino.
postato da creezdogg alle ore 19:23 | link | commenti
categorie: news, italy
mercoledì, 23 luglio 2008

Intervista a Roberto Speciale

Mia intervista, pubblicata oggi su L'Opinione. Disponibile anche sull'edizione online del quotidiano e nella rassegna stampa della Camera dei Deputati.

Edizione 153 del 23-07-2008


Intervista a ROBERTO SPECIALE
“Il governo mantenga la linea, dialogare con il Pd non è la priorità”

di Cristiano Bosco

Il generale Roberto Speciale, già Comandante Generale della Guardia di Finanza dal 2003 al 2007, è ora deputato del Popolo delle Libertà.

Qual è il suo giudizio sull’operato del governo finora?
Ampiamente ed entusiasticamente positivo. Sinora il Governo si è rivelato coerente con gli impegni assunti in campagna elettorale verso i cittadini. Profondamente convinto che le promesse elettorali sono impegni d’onore e come tali vanno rispettati, riconosco che l’Esecutivo, in meno di 60 giorni dal primo Consiglio tenuto a Napoli, ha finalizzato e presentato in Parlamento i conseguenti provvedimenti, dall’energico intervento contro lo scandalo dei rifiuti a quello in tema di sicurezza, alla cancellazione della tassa sulla prima casa. Peraltro, il Governo ha per la prima volta predisposto un Dpef che non è il solito libro dei sogni, accompagnando il documento con un provvedimento d’urgenza che favorisca l’attuazione immediata dei suoi punti più significativi, evitando la lunga “liturgia” dei tempi passati e quindi anche il consueto “assalto alla diligenza”. Altresì, con il Lodo Alfano ha compiuto il primo, importante passo verso la complessiva, necessaria e prioritaria riforma della giustizia italiana.

Riguardo ai rapporti con l’opposizione, recentemente ha dichiarato che “il problema è tenere la linea. In guerra si fa così, altro che dialogo no, dialogo sì”. E’ a favore del muro contro muro? Che ne pensa di episodi come Piazza Navona?
Ribadisco che il problema, per il Governo e la maggioranza che lo sostiene, è e rimane quello di tenere comunque la linea. In altri termini, è indispensabile rispettare gli impegni presi con l’elettorato e quindi adottare incondizionatamente tutti i conseguenti provvedimenti. In questo quadro, se l’opposizione vuole dialogare e quindi concorrere all’attuazione di tali provvedimenti, siffatto contributo non è solo ben accetto ma sempre auspicabile. Come pure è giusto e auspicabile che la maggioranza coinvolga l’opposizione - ammesso e non concesso che quest’ultima lo voglia - allorché si debba decidere in tema di modifiche dell’architettura costituzionale, in modo da raggiungere il più ampio accordo possibile. Quando si cambiano le regole del gioco è giusto coinvolgere tutti i partecipanti. Non sono a favore del muro contro muro, sono anzi fautore del dialogo, purché fondato sul rispetto delle reciproche posizioni e dei propri impegni. Quanto alla manifestazione dei girotondini, fermo restando che riconosco e rispetto il diritto di ciascuno a manifestare le proprie opinioni - e per la salvaguardia di tal diritto sacrificherei anche la vita - e che comunque preferisco che il dibattito politico vada consumato nelle sedi istituzionali proprie, non posso non manifestare il mio profondo e totale dissenso, anche e soprattutto perché non si va in piazza a insultare vergognosamente il Santo Padre e il Capo dello Stato. In ogni caso, è bene che anche nelle manifestazioni di piazza la direzione rimanga sempre in mano e in capo alla politica - quella nobile, per intenderci - e non ai guitti e ai “torquemada” di turno.

Lo scorso anno affermò che, nel caso fosse entrato in politica, la sua priorità sarebbero state le forze armate, le quali necessitano di una riforma. Come pensa di agire e come crede agirà la maggioranza di governo?
Lo affermai allora e lo confermo anche adesso, alla luce di tre considerazioni preliminari. Oggi è di tutta evidenza che lo strumento militare nel suo complesso – Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri - è fortemente sbilanciato a sfavore della componente terrestre, Esercito e Carabinieri, sia in termini di personale, sia in termini di risorse finanziarie. Ciò a dispetto del fatto che - e non potrebbe essere altrimenti - si chiede invece l’impiego sempre più massiccio, sia in Patria che all’estero, di soldati e carabinieri: missioni internazionali, emergenza rifiuti a Napoli, ordine pubblico nelle grandi città, etc. Inoltre, le Forze armate, singolarmente e nel loro complesso, sono governate da sovrastrutture surdimensionate, come pure sono afflitte da diseconomie e ridondanze soprattutto nell’area tecnico-amministrativa e nel settore logistico, con conseguente spreco di risorse umane e finanziarie. In più, anche di recente, al centro dell’attenzione dell’autorità politica e tecnica non c’è stato il personale, con tutti i suoi bisogni e necessità: retribuzione, alloggio, ecc.. Ciò posto, va da sé che intendo adoperarmi per eliminare le suddette anomalie e per invertire le recenti e attuali tendenze in merito alla configurazione dello strumento militare e al governo del personale. In particolare, sono convinto che a nulla valga dotare i militari delle apparecchiature più all’avanguardia se non si provvede a fronteggiarne le esigenze afferenti la loro qualità della vita. In definitiva, ove possibile, più soldati e carabinieri e, di conseguenza, meno mezzi sofisticatissimi, costosissimi e, il più delle volte, anche ridondanti rispetto ai compiti istituzionali delle Forze Armate.

È soddisfatto dell’attuale impiego dell’Esercito, presente in missioni internazionali come in Afghanistan e Libano, ma anche operativo nella crisi dei rifiuti di Napoli e – come previsto dal ministro della Difesa – per pattugliare alcune grandi città?
Più che soddisfatto, ne sono orgoglioso, come cittadino e come Generale dell’Esercito. L’impegno e l’operato dei nostri soldati nelle missioni all’estero è all’attenzione ammirata di tutte le persone perbene e se le nostre città saranno più sicure, sarà anche merito degli uomini e delle donne che indossano l’uniforme dell’Esercito. Ne sono più che convinto, anche perché sono stato a suo tempo tra i più accesi fautori dell’operazione “Vespri Siciliani”, e gli eccellenti risultati di quell’operazione sono ancora vivi nella memoria dei cittadini e delle istituzioni, a cominciare dalla magistratura siciliana: oltre ai noti, significativi risultati contro la mafia, fu praticamente azzerata la micro-criminalità e le città ritornarono a vivere e svilupparsi.

Un anno fa era a Capo della Guardia di Finanza, ora siede in Parlamento. Indirettamente, la sua elezione può essere interpretata come una rivincita nei confronti di chi, come Prodi o Visco, voleva liberarsi di lei. Come si trova nel nuovo ruolo e cosa prevede per il suo futuro?
Questa potrebbe anche essere una delle tante chiavi di lettura della mia discesa in campo politico, ma le posso assicurare che non è così, perché non sono mai stato e non sono animato da spirito di rivincita contro chicchessia. Ritengo ormai che quella vicenda, che comunque mi ha profondamente ferito, vada consegnata alle pagine del passato. Anche perché, per la verità, mi sono preso le mie soddisfazioni quando la magistratura ha dichiarato l’illegittimità della condotta di chi ha voluto la mia rimozione e soprattutto mi ha restituito l’onore ingiustamente e falsamente infangato. Quanto poi al mio nuovo ruolo di parlamentare, le confesso che mi trovo a mio agio, anche e soprattutto perché ho modo di convogliare verso il bene e le esigenze dei cittadini quello spirito di servizio che mi ha sorretto in quasi 50 anni spesi per le istituzioni e lo Stato. Del resto, ribadisco che tutta la mia storia professionale evidenzia elementi di continuità e il mio passaggio dalla carriera militare a quella politica si può riassumere in una parola: servizio. Cosa mi riserverà il futuro non spetta a me dirlo. Certo è che il mio incondizionato impegno e il mio spirito di dedizione non verranno mai meno e mai mi sottrarrò, quando ci sarà bisogno delle mie competenze ed esperienze, messe a disposizione della mia parte politica, che non poteva non essere il Popolo della Libertà, un partito che custodisce e alimenta i valori in cui ho sempre creduto.
postato da creezdogg alle ore 16:32 | link | commenti
categorie: politics, italy, fai notizia
domenica, 20 luglio 2008

Back to civilization

Al direttore - C'è un solo uomo al mondo che può dire con nonchalance: in 58 giorni ho riportato Napoli alla civiltà occidentale. Gianni Fatiguso, via Web

Lettera inviata da un lettore al Foglio quotidiano, domenica 20 luglio.
postato da creezdogg alle ore 13:38 | link | commenti (1)
categorie: politics, italy
venerdì, 18 luglio 2008

Paying the bills

Oggi, nelle pagine della Liguria de L'Opinione, la mia intervista al sindaco di Alassio (the coolest mayor di tutta la Riviera Ligure) Marco Melgrati: "L'immagine del Comune è cristallina". Da non perdere neppure l'intervista di Paolo Della Sala a Roberto Santi, autore del libro "Camici sporchi". Enjoy.
postato da creezdogg alle ore 15:38 | link | commenti
categorie: politics, liguria, italy
giovedì, 17 luglio 2008

We won. Deal with it.

The nation's top military officer Wednesday declared the security situation in Iraq "remarkably better," so good in fact that he expects to recommend more U.S. troop reductions this fall if conditions hold.

Notizia riportata dal Washington Times. C'è ancora qualcuno che ha il coraggio di affermare che il "surge" è stato un errore?
postato da creezdogg alle ore 23:56 | link | commenti
categorie: iraq, usa , politics, terrorism
giovedì, 17 luglio 2008

Something must have gone wrong



The communist revolutionary who dedicated his life to fight capitalism has now become nothing more than a piece of merchandise. Lesson learned: In the end, capitalism always wins.

Sintesi perfetta. Estratto da questo bell'articolo di Glenn Beck di CNN.
postato da creezdogg alle ore 23:50 | link | commenti
categorie: usa , politics, history, south america, terrorism
giovedì, 17 luglio 2008

Last hope

Leggendo Wittgenstein, il blog di Luca Sofri, mi sono convinto che sì, in fondo il Partito Democratico ha ancora qualche speranza.
postato da creezdogg alle ore 23:39 | link | commenti
categorie: politics, italy
giovedì, 17 luglio 2008

Upending established paradigms

For all that, the most successful popular musicians from the middle 1970s to the early 1990s were white (Michael Jackson being the notable exception). That changed with the 1992 release of Dr. Dre’s The Chronic, featuring Snoop Doggy Dogg, in which the wondrous mixed up black-and-white pandemonium began to come apart. “You could argue”, writes Sasha Frere-Jones, “that Dr. Dre and Snoop were the most important pop musicians since Bob Dylan and the Beatles.” While he clearly means that they “upended established paradigms” and gave lasting expression to a form of hip-hop that, at this point, seems destined to outlast competing genres (including rock itself), he may as well have said that hip-hop gave African-American music such a mammoth presence that “white” music had to skedaddle into the enforced purity of indie rock.

Un estratto del lungo ed interessantissimo pezzo "The Re-Segregation of Rock & Roll", firmato da David Kirby su The American Spectator. Tutto da leggere. E complimenti all'autore, in grado di comprendere - al contrario di quanto avviene oltreoceano - l'importanza rivestita dal fenomeno culturale e musicale di maggior successo degli ultimi trent'anni.
postato da creezdogg alle ore 18:04 | link | commenti
categorie: music, usa , entertainment, hip-hop
giovedì, 17 luglio 2008

Doomsday scenario

Pensavate che il testa a testa alle primarie democratiche, con il possibile rischio di non nominare un candidato in tempo utile prima della convention, fosse la peggiore eventualità possibile? Think again: stando a quanto riportato da ABC News, sebbene si tratti di qualcosa di alquanto improbabile, sarebbe matematicamente possibile un risultato di assoluto pareggio elettorale tra Barack Obama e John McCain, 269 pari. Scenario da giorno del giudizio, appunto.
postato da creezdogg alle ore 17:56 | link | commenti
categorie: usa , politics
mercoledì, 16 luglio 2008

It must be the heat

Barack Obama continua a non capire nulla in materia di Iraq (errore di sostanza), mentre John McCain continua a parlare di Cecoslovacchia, stato che non esiste da quindici anni (errore di forma).
postato da creezdogg alle ore 08:37 | link | commenti (1)
categorie: iraq, usa , politics, europe, middle east, terrorism

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Nome: Cristiano Bosco
Nato il 20 ottobre 1982. Simpatizzante neocon. Americanista convinto. Genoano. Collaboratore de L'Opinione, RagionPolitica, Giornalettismo, LibMag - contatti mail/msn: creezdogg @ hotmail.com

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