



Oggi, sull'Opinione, una mia intervista ad Alfredo Biondi, uno dei massimi esponenti del liberalismo in Italia (nonché uno dei più grandi genoani in circolazione, oltre al sottoscritto).<<I want the Iranians to know that if I'm the president, we will attack Iran (if it attacks Israel). In the next 10 years, during which they might foolishly consider launching an attack on Israel, we would be able to totally obliterate them>>. Traduzione, come prontamente riportato dal Foglio: <<Voglio che gli iraniani sappiano che se sarò presidente, attaccheremo l'Iran. Nei prossimi dieci anni, qualora decidessero stupidamente di considerare un attacco contro Israele, potremmo cancellarli del tutto>>. Firmato Hillary Rodham Clinton. Solo che per questa dichiarazione, si meriterebbe di vincere la Pennsylvania e la nomination.
Chi segue questo blog, sa quanto stiano a cuore del sottoscritto le imprecisioni e i provincialismi della stampa italiana per tutto quel che concerne gli Stati Uniti. Luca Sofri, pochi giorni or sono, ha raccontato uno strafalcione piuttosto emblematico.
Qualche giorno fa il Corriere aveva in prima pagina un titolo sulla visita del Papa negli Stati Uniti - "Gli Yankees al Papa: vietato calpestare l'erba" - che sosteneva a Ratzinger fosse stato proibito di mettere piede sul prato dello stadio del baseball, dove avrebbe tenuto messa per decine di migliaia di fedeli. Il testo parlava di un'eventuale “profanazione” dell'erba che gli americani non avrebbero consentito neppure al Papa. Repubblica aveva un boxino all'interno che parlava di un “veto” posto degli Yankees.
La notizia era assai più banale. Tanto è vero che i pochi giornali americani che la riportavano, le concedevano due righe appena dentro articoli dedicati alla visita del Papa: e invece di citare “divieti” dicevano che “gli Yankees hanno chiesto al Papa” di non passare con la papamobile sul delicato prato di gioco.
Ecco, appunto.
Mentre il sottoscritto era distratto, sono iniziati i Playoff della NBA, accompagnati da una serie di spot televisivi a dir poco spettacolari (vedi sopra; qui, qui e qui gli altri). A Est, fin troppo facile: Boston Celtics. A Ovest, fin troppo difficile: gli Spurs perchè sono campioni in carica, gli Hornets perchè CP3 è un funambolo, i Lakers perchè Kobe è il miglior giocatore del pianeta e Gasol si è adattato alla perfezione, i Suns perchè erano favoriti anche prima che arrivasse Shaq, i Rockets perchè hanno vinto un migliaio di partite consecutive (ma faranno di tutto per complicarsi la vita e uscire al primo turno anche quest'anno). Come? Dallas? No, non è una dimenticanza: Dirk Nowitzki, a modesto avviso del sottoscritto, non vincerà alcun trofeo al di sopra della coppa del nonno.
Forse per la prima volta nella storia, il periodo più emozionante della pallacanestro a stelle e strisce è presente in quantità massiccia sulla televisione italiana. L'offerta, tra SKY e SportItalia (la quale trasmette anche NBA TV), è senza precedenti. Overdose cestistica. By the way, qui si fa il tifo per Houston. Però a vincere non saranno loro.
Oggi sull'Opinione, nell'inserto dedicato alla Liguria, due pezzi firmati dal sottoscritto: un resoconto della (storica) visita di Silvio Berlusconi a Savona e un'intervista ad Antonella Tosi, candidata alla Camera per la Destra. Da non perdere, l'intervista di Paolo Della Sala a Michele Scandroglio e l'intervista di Gabriele Cazzulini a Luca Marchesi. Come sempre, l'invito è di correre in edicola ad acquistare il giornale.
Questa sulla decisione pro-life della madre di Steve Jobs è fantastica. Certo, ora potete venirci a dire che sì, la scelta è stata pro-life, ma ciò non significa che sia veramente pro-life, perchè è una scelta punto, ma non è detto che sia pro-life anche se è pro-life, che mamma Jobs avrebbe potuto prendere benissimo un'altra decisione, ovviamente, e che non ci sarebbe stato nulla da dire, perchè sarebbe stata una scelta del tutto legittima, anzi, sarebbe forse stata una scelta migliore, chissà, o solo diversa, chi siamo noi per giudicare. Certo, io - assieme a qualche milione di persone - sarei senza il mio iPod, per non parlare di chi ha l'iPhone, del Mac e dell'iBook. E la mia vita sarebbe un po' più triste. Per non parlare di quella di Steve Jobs, che nemmeno ci sarebbe. Quindi grazie ancora a mamma Jobs, per aver fatto come Juno.