Creez Dogg In Tha Houze

The never ending battle for Truth, Justice and the American Way
mercoledì, 30 aprile 2008

I am optimistic

<<I am optimistic that within 10 years, Israel will come to its end>>. Le (deliranti) dichiarazioni, di Riyad Na'san al-Agha, ministro della cultura della Siria,  in un'intervista rilasciata alla rete televisiva Al-Hiwar lo scorso 19 aprile. Questa sarebbe la classe dirigente mediorientale con la quale l'Occidente e Israele, secondo alcuni, dovrebbero dialogare?
postato da creezdogg alle ore 22:53 | link | commenti
categorie: politics, israel, middle east, terrorism
mercoledì, 30 aprile 2008

We've been expecting you /2

Ma la familiarità immediata è anche un inganno, un ostacolo al constatare che il suo nuovo disco “Hard candy” non è un disco “di Madonna”, come molti che lo hanno preceduto. I dischi “di Madonna” sono quelli che introducevano suoni e andamenti pop nuovi e ricercati nella classifiche di tutto il mondo, sbaragliando il campo delle comparse del genere. Lei stava un passo dietro ai rivoluzionari e due avanti ai conformisti. “Hard candy”, invece, ha dentro gli arrangiamenti ricchi e colossali dei più barocchi produttori hip-hop americani (ma non i geni innovativi con cui aveva lavorato altre volte), e ha la voce di Madonna. Ma non ha quella roba là, non è un disco “di Madonna”.

Un estratto della bella recensione di Luca Sofri (dal titolo appropriato: "Nothing really matters") dell'ultimo prodotto di Madonna, Hard Candy. Abile operazione commerciale, appunto (almeno per quanto concerne l'Europa, anni addietro nel mercato musicale e ancora di salvezza per artisti più rivolti al passato che al presente). E, giusto per citare recensioni di chi se ne intende: per Mark Savage di BBC News, l'album è un <<attempt to harness the urban market>>, cosa peraltro già fatta, come nota il Times: <<same thing with Nelly Furtado, Britney Spears and Gwen Stefani>>. Allmusic ripete quanto detto da Sofri, senza giri di parole: <<a lifeless Madonna album>>. Nel frattempo, dall'altra parte dell'oceano, il singolo più venduto è "Lollipop", di Lil Wayne, da sei settimane in vetta alle classifiche. Ma i critici radicalchic del vecchio continente non sembrano essersene accorti.
postato da creezdogg alle ore 15:42 | link | commenti (4)
categorie: music, usa , entertainment, hip-hop
mercoledì, 30 aprile 2008

Coincidences



Attenzione, sta per partire un paragone azzardato, ma che può reggere. Questo è un post che parla di pallacanestro NBA, ma in realtà tratta di politica italiana. I Phoenix Suns sono il Partito Democratico. Non quello vero, ovvero quello di Hillary e Obama, ma quello italiano, fusione a freddo tra DS e Margherita. Il coach Mike D'Antoni è Massimo D'Alema: stesse iniziali, entrambi muniti di baffi, entrambi con una determinata visione di gioco, che può far discutere, ma che è solida. Steve Kerr è Walter Veltroni, general manager voluto dalla dirigenza, scomodo a D'Alema/D'Antoni, capace di convincere i più con le sue idee innovative, ma effettivamente prive di un riscontro concreto. Shaquille O'Neal, che gioca nel ruolo di centro (non a caso), arrivato da un'altra squadra a stagione in corso (i Miami Heat/la Margherita), fortemente voluto da Kerr/Veltroni e avversato da D'Antoni/D'Alema, è  Francesco Rutelli: O'Neal/Rutelli era un giocatore determinante una decina di anni fa, mentre ora non fa più la differenza in campo. Schierarlo in prima linea, sacrificando talenti più giovani, è stato un azzardo, che ha stravolto il gioco voluto da D'Antoni/D'Alema e ha portato più danni che benefici. Risultato: i Phoenix Suns/Partito Democratico sono stati sconfitti al primo turno di playoff dai San Antonio Spurs/Popolo delle Libertà. Una disfatta per la squadra intera, una brutta prestazione per Shaquille O'Neal, che non ha dato il contributo che ci si aspettava da lui. Gli avversari, gli Spurs/PdL, sono una squadra conservatrice, poco avvezza alle grandi novità (salvo qualche aggiunta dinamica), che presenta lo stesso gioco (vincente) da anni. Fine delle analogie, perchè Gregg Popovich non è Silvio Berlusconi e Tim Duncan non è Gianni Alemanno. Prevista ora una resa dei conti senza precedenti all'interno degli sconfitti Phoenix Suns/Partito Democratico, con annesso scontro tra D'Antoni/D'Alema e Kerr/Veltroni. Cambiano i nomi, ma il risultato è lo stesso.
postato da creezdogg alle ore 13:27 | link | commenti (1)
categorie: sport, usa , politics, basketball, nba
mercoledì, 30 aprile 2008

1984

<<Oltre ai grandi antitotalitari europei, occorrerebbe cominciare a rendere giustizia anche agli antitotalitari italiani>>. Il professor Massimo Teodori, nella sua lettera pubblicata ieri dal Corriere della Sera, riguardante il libro di Christopher Hitchens su Orwell. Lo stesso libro che, come faceva giustamente notare Luca Sofri, arriva ora in Italia pur essendo datato 2002.
postato da creezdogg alle ore 13:08 | link | commenti
categorie: politics, books, history, italy
mercoledì, 30 aprile 2008

Performance over loyalty

Un editoriale del San Antonio Express News, per nulla generoso nei confronti di George W. Bush (<<One of George Bush's greatest weaknesses as president has been his penchant to reward loyalty over performance>>), riconosce al presidente uscente il merito di aver saputo correggere alcuni propri errori affidando ruoli fondamentali a David Petraeus e Raymond Odierno (<<Their leadership will be among the few stellar legacies Bush will leave for his successor>>), in seguito alla sostituzione, sedici mesi or sono, di Donald Rumsfeld con Robert Gates.
postato da creezdogg alle ore 13:02 | link | commenti
categorie: iraq, usa , politics, middle east, terrorism
mercoledì, 30 aprile 2008

These qualities matter

"Getting to know John McCain". Karl Rove sul candidato repubblicano alla presidenza, oggi sul WSJ.
postato da creezdogg alle ore 12:55 | link | commenti
categorie: usa , politics
mercoledì, 30 aprile 2008

Not dead. Yet.

Prova di carattere, direbbe il super manager della Telecom. È quanto avvenuto ieri al Toyota Center di Houston, Texas. Dove gli Houston Rockets, a un passo dall'ennesima eliminazione al primo turno di playoff (la quale consacrerebbe Tracy McGrady quale uno dei perdenti più talentuosi della storia contemporanea), si sono ricordati di essere la squadra che ha vinto ventidue partite consecutive e hanno asfaltato gli avversari (95-69), quegli Utah Jazz che negli ultimi anni, in più di un'occasione, hanno rovinato loro la festa. Tutto da rifare per il team di Jerry Sloan. La resa dei conti rimandata a gara 6, il 2 maggio a Salt Lake City. I Rockets possono ancora farcela, ma solo se giocano come sanno fare, pur privi di Yao, con un pivot titolare ultraquarantenne e con Rafer Alston da poco recuperato. L'alternativa è l'eliminazione, l'umiliazione di guardare le serie successive dal televisore di casa.
postato da creezdogg alle ore 12:50 | link | commenti
categorie: sport, usa , basketball, nba
lunedì, 28 aprile 2008

"We're screwed"



Una divertente vignetta di Chip Bok dedicata all'andamento delle primarie democratiche.
postato da creezdogg alle ore 23:52 | link | commenti
categorie: usa , politics
venerdì, 25 aprile 2008

We've been expecting you

Esce il nuovo disco di Madonna. Non è motivo per parlarne su questo blog, che della suddetta, solitamente, se ne infischia. Ma l'album, di fatto, è hip-hop. Ed è estremamente curioso, oltre che triste, notare come buona parte dei critici - per la precisione quella cerchia fighetta e radicalchic unica depositaria della verità musicale - si ritrovi ora a scoprire, ascoltare e apprezzare un genere musicale che, fino a ieri l'altro, è stato da loro snobbato, deriso e disprezzato. O meglio, non capito. Forse per provincialismo, forse per ignoranza. La stessa ignoranza che, ora, fa passare un'abile operazione commerciale in una prova di eclettismo e versatilità. Fortunatamente, si tratta di un discorso applicabile solo alla realtà italiana. Grazie quindi a Madonna per aver "sdoganato" (e forse un po' ucciso, ma è un altro discorso) un prodotto che, al vertice delle classifiche mondiali da quindici anni e più, non ha alcun bisogno di sdoganamento. E un benvenuto a chi, con un ritardo inaccettabile, scopre ora l'hip-hop.
postato da creezdogg alle ore 13:04 | link | commenti
categorie: music, usa , italy, entertainment, hip-hop
venerdì, 25 aprile 2008

Anzac Day

Per citare ancora una volta Christian Rocca: "Sessantatre anni fa ci siamo hanno liberati del nazifascismo". Giusto per chiamare le cose con il loro nome.
postato da creezdogg alle ore 12:16 | link | commenti (1)
categorie: politics, history, italy
venerdì, 25 aprile 2008

Recession



California, Florida e Puerto Rico tra gli stati più colpiti dal rallentamento dell'economia americana. A voler vedere (egoisticamente) il lato positivo in ogni cosa, per noi europei - finché l'euro resta forte e finché la recessione non arriva anche qui - c'è l'opportunità di fare delle belle vacanze a prezzi accessibili.
postato da creezdogg alle ore 09:57 | link | commenti
categorie: usa , politics, europe, economy
giovedì, 24 aprile 2008

Blondes have more fun /2



L'intervista a Alfredo Biondi, oggi su L'Opinione (vedi post), è presente anche sul sito NeoLib. Dato che non c'è due senza tre, la riporto integralmente di seguito. Enjoy.

Intervista a Alfredo Biondi / Parte dal Pdl il rilancio dei liberali

Alfredo Biondi, veterano della politica e liberale storico, si pronuncia sulle prospettive del liberalismo all’interno del Popolo della Libertà e della nuova squadra di governo.

Un tempo, lei disse “Forza Italia è divisa in tre parti come la Gallia”: i cattolici, i socialisti e i liberali. E’ ancora così?
La suddivisione permane ma le tre parti non sono uguali tra loro. I liberali, che svolsero una grande funzione all’inizio, favorendo la nascita del partito grazie agli sforzi di Martino, Costa, Sterpa e del sottoscritto, hanno ora un ruolo ridotto, a causa del prevalere di altre componenti.

Questo ruolo non rischia di ridursi ulteriormente, con la nascita del Popolo della Libertà?
Paradossalmente, i recenti sviluppi possono rappresentare uno stimolo per i liberali, che hanno ora l’opportunità di svolgere una funzione promozionale per la causa liberale. È necessario ripartire dall’idea, più volte citata dallo stesso Berlusconi, di creare un partito liberale di massa, che si basi sulla difesa dei diritti civili, sulle peculiarità del liberalismo economico e sulla politica estera. Rivesto tuttora la carica di presidente del consiglio nazionale di Fi, lavorerò perché i liberali possano avere un’influenza importante nell’affrontare le modalità statutarie e organizzative del nuovo partito.

Dunque il matrimonio con Alleanza Nazionale non finirà con il rafforzare le anime conservatrici e protezioniste del partito?
La libertà è un rischio e c’è chi se ne può approfittare. Per questo è importante consolidare il valore della libertà come fine e come mezzo. La libertà è come l’aria, ci accorgiamo del suo valore solo quando viene a mancare. I liberali sono una risorsa insostituibile per il nostro Paese. Se non si organizzano, sono destinati a restare una minoranza. Operazioni come quella di riesumare il PLI alle ultime elezioni non fanno altro che atrofizzare il liberalismo, anziché rinforzarlo. Nei congressi per la formazione del nuovo partito saranno sottolineate le differenze tra le varie componenti, allo scopo di creare un rapporto sincero di affiatamento. In questo senso, in materia economica, l’ultimo libro di Giulio Tremonti, “La paura e la speranza”, è la dimostrazione che, di fronte al grande mercato, possono risultare necessarie misure correttive per evitare che l’Italia diventi l’agnello sacrificale di realtà europee ed extraeuropee.

Berlusconi ha promesso che la Liguria sarà ben rappresentata nella prossima squadra di governo. Si parla di un ministero a Scajola o, in alternativa, sono sempre più insistenti le voci relative alla nomina di due sottosegretari liguri, con la possibilità di dare maggiore rappresentanza liberale al governo.
Anche nel caso Scajola dovesse diventare titolare di un ministero sarebbe necessario avere nel prossimo governo esponenti che per anni hanno “tirato il carretto”, dandosi da fare per il partito e per la politica, come ad esempio l’onorevole Enrico Nan che, come me, per ragioni di svecchiamento, non è più stato candidato. Si tratta di un ragionamento legittimo, è giusto che anche altri possano avere la possibilità di essere eletti in Parlamento. Ma privarsi dell’esperienza e della competenza di uomini politici come Nan - il quale ha tutti i titoli per ricoprire un importante ruolo di governo, ma anche aspetti di gestione o di authority - sarebbe un grave errore.

Dopo anni di lavoro in Parlamento, come ha preso l’esclusione dalle liste e, di conseguenza, la vita extraparlamentare?
Una volta Andreotti disse che “in politica, la riconoscenza non esiste e il riconoscimento è raro”. Faccio parte di Forza Italia dal 1994, la mia è la tessera di partito numero 3, dopo quelle di Berlusconi e di Martino. L’anzianità dovrebbe fare grado ma comprendo che l’esperienza parlamentare e l’anagrafe abbiano un significato. L’idea di non poter votare la fiducia al nuovo governo mi fa male al cuore, specialmente dopo aver contribuito, con il mio voto, alla caduta del governo Prodi. Sarei ipocrita se dicessi che l’esclusione dalle liste non mi ha lasciato l’amaro in bocca. Solitamente, quando si deve dare un dispiacere, è più semplice darlo a un amico, sapendo che ti resterà fedele. La mia è malinconia, più che rammarico. Ciò nonostante, ho collaborato alla campagna elettorale come se fossi stato candidato, vivendola in mezzo alla gente. Non posso fare altro che mettere a disposizione del partito le mie doti e la mia intramontabile tradizione di liberale.
postato da creezdogg alle ore 17:57 | link | commenti (1)
categorie: politics, italy
giovedì, 24 aprile 2008

Blondes have more fun

Oggi, sull'Opinione, una mia intervista ad Alfredo Biondi, uno dei massimi esponenti del liberalismo in Italia (nonché uno dei più grandi genoani in circolazione, oltre al sottoscritto).
postato da creezdogg alle ore 13:53 | link | commenti (1)
categorie: politics, italy
martedì, 22 aprile 2008

Totally obliterate

<<I want the Iranians to know that if I'm the president, we will attack Iran (if it attacks Israel). In the next 10 years, during which they might foolishly consider launching an attack on Israel, we would be able to totally obliterate them>>. Traduzione, come prontamente riportato dal Foglio: <<Voglio che gli iraniani sappiano che se sarò presidente, attaccheremo l'Iran. Nei prossimi dieci anni, qualora decidessero stupidamente di considerare un attacco contro Israele, potremmo cancellarli del tutto>>. Firmato Hillary Rodham Clinton. Solo che per questa dichiarazione, si meriterebbe di vincere la Pennsylvania e la nomination.

postato da creezdogg alle ore 22:31 | link | commenti (1)
categorie: usa , politics, iran, israel, middle east, terrorism
martedì, 22 aprile 2008

Same old, same old

Chi segue questo blog, sa quanto stiano a cuore del sottoscritto le imprecisioni e i provincialismi della stampa italiana per tutto quel che concerne gli Stati Uniti. Luca Sofri, pochi giorni or sono, ha raccontato uno strafalcione piuttosto emblematico.

Qualche giorno fa il Corriere aveva in prima pagina un titolo sulla visita del Papa negli Stati Uniti - "Gli Yankees al Papa: vietato calpestare l'erba" - che sosteneva a Ratzinger fosse stato proibito di mettere piede sul prato dello stadio del baseball, dove avrebbe tenuto messa per decine di migliaia di fedeli. Il testo parlava di un'eventuale “profanazione” dell'erba che gli americani non avrebbero consentito neppure al Papa. Repubblica aveva un boxino all'interno che parlava di un “veto” posto degli Yankees.
La notizia era assai più banale. Tanto è vero che i pochi giornali americani che la riportavano, le concedevano due righe appena dentro articoli dedicati alla visita del Papa: e invece di citare “divieti” dicevano che “gli Yankees hanno chiesto al Papa” di non passare con la papamobile sul delicato prato di gioco.

Ecco, appunto.

postato da creezdogg alle ore 22:24 | link | commenti (1)
categorie: usa , religion
martedì, 22 aprile 2008

There can be only one

Mentre il sottoscritto era distratto, sono iniziati i Playoff della NBA, accompagnati da una serie di spot televisivi a dir poco spettacolari (vedi sopra; qui, qui e qui gli altri). A Est, fin troppo facile: Boston Celtics. A Ovest, fin troppo difficile: gli Spurs perchè sono campioni in carica, gli Hornets perchè CP3 è un funambolo, i Lakers perchè Kobe è il miglior giocatore del pianeta e Gasol si è adattato alla perfezione, i Suns perchè erano favoriti anche prima che arrivasse Shaq, i Rockets perchè hanno vinto un migliaio di partite consecutive (ma faranno di tutto per complicarsi la vita e uscire al primo turno anche quest'anno). Come? Dallas? No, non è una dimenticanza: Dirk Nowitzki, a modesto avviso del sottoscritto, non vincerà alcun trofeo al di sopra della coppa del nonno.

Forse per la prima volta nella storia, il periodo più emozionante della pallacanestro a stelle e strisce è presente in quantità massiccia sulla televisione italiana. L'offerta, tra SKY e SportItalia (la quale trasmette anche NBA TV), è senza precedenti. Overdose cestistica. By the way, qui si fa il tifo per Houston. Però a vincere non saranno loro.

postato da creezdogg alle ore 22:11 | link | commenti
categorie: sport, usa , basketball, nba
martedì, 15 aprile 2008

The big question

Senza addentrarsi in complicate analisi sui perché e sui percome dei risultati elettorali, solo un quesito: ma che c'azzecca la Sinistra Arcobaleno con l'Hard Rock Café?
postato da creezdogg alle ore 16:52 | link | commenti (3)
categorie: usa , politics, italy
sabato, 12 aprile 2008

Pro-life

Dato che il silenzio elettorale è per i candidati, non per i blogger, qualche citazione qua e là. Tutte le dichiarazioni, ovviamente, appartengono a squallidi individui pro-life, orchi che vogliono mettere le loro luride mani sul corpo delle donne.

"Ora che abbiamo tolto l'aborto dalla clandestinità ci dobbiamo impegnare affinchè le donne non si ritrovino nelle condizioni di abortire". Un pro-life bigotto di nome Enrico Berlinguer, capo del PCI.

"L'aborto è essenzialmente morte, un omicidio. Dal punto di vista religioso, in particolare nel contesto buddhista, l'aborto è un atto di omicidio. È spiegato molto chiaramente nei precetti". Un pro-life oscurantista - e anche pericoloso sovversivo - di nome Tenzin Gyatso, 14esimo Dalai Lama.

"Incontro donne che in passato hanno abortito perché pensavano che un figlio avrebbe rovinato le loro vite. Un bambino sembrava loro insopportabile, ma adesso sono diventate più vecchie e incapaci di concepire. Mi sento così triste per loro". Sempre lo stesso odioso pro-life, Dalai Lama.

"Il diritto fondamentale del concepito, quel diritto di nascita sul quale, secondo me, non si può transigere. È lo stesso diritto in nome del quale sono contrario alla pena di morte. Si può parlare di depenalizzazione dell'aborto, ma non si può essere moralmente indifferenti di fronte all'aborto". Un pro-life di nome Norberto Bobbio.

"Dice ancora Stuart Mill: 'Su se stesso, sulla sua mente e sul suo corpo, l'individuo è sovrano'. Adesso le femministe dicono: 'Il corpo è mio e lo gestisco io'. Sembrerebbe una perfetta applicazione di questo principio. Io, invece, dico che è aberrante farvi rientrare l'aborto. L'individuo è uno, singolo. Nel caso dell'aborto c'è un 'altro' nel corpo della donna. Il suicida dispone della sua singola vita. Con l'aborto si dispone di una vita altrui". Sempre quel clericale pro-life di Norberto Bobbio.

"Voglio che nessuno si confonda e pensi che il Dr. King potrebbe condonare la morte violenta dei bambini, e le violente conseguenze che devono subire le donne. Io stessa sono post-abortiva. Ho sofferto, ed è rimasto un segreto nella mia famiglia per troppo tempo. Quindi oggi sono qui per rappresentare coloro che non possono parlare. L'aborto è un atto razzista, è un atto di genocidio". Una pro-life di nome Alveda King, nipote di Martin Luther King. Quasi da tirarle le uova addosso.

"Ho notato che tutti gli abortisti hanno il privilegio di essere già nati". La ciliegina sulla torta, da un pro-life di nome Ronald Reagan.
postato da creezdogg alle ore 02:13 | link | commenti (3)
categorie: politics, history
venerdì, 11 aprile 2008

Paying the bills

Oggi sull'Opinione, nell'inserto dedicato alla Liguria, due pezzi firmati dal sottoscritto: un resoconto della (storica) visita di Silvio Berlusconi a Savona e un'intervista ad Antonella Tosi, candidata alla Camera per la Destra. Da non perdere, l'intervista di Paolo Della Sala a Michele Scandroglio e l'intervista di Gabriele Cazzulini a Luca Marchesi. Come sempre, l'invito è di correre in edicola ad acquistare il giornale.

postato da creezdogg alle ore 16:33 | link | commenti
categorie: politics, italy
venerdì, 11 aprile 2008

Thank you

Questa sulla decisione pro-life della madre di Steve Jobs è fantastica. Certo, ora potete venirci a dire che sì, la scelta è stata pro-life, ma ciò non significa che sia veramente pro-life, perchè è una scelta punto, ma non è detto che sia pro-life anche se è pro-life, che mamma Jobs avrebbe potuto prendere benissimo un'altra decisione, ovviamente, e che non ci sarebbe stato nulla da dire, perchè sarebbe stata una scelta del tutto legittima, anzi, sarebbe forse stata una scelta migliore, chissà, o solo diversa, chi siamo noi per giudicare. Certo, io - assieme a qualche milione di persone - sarei senza il mio iPod, per non parlare di chi ha l'iPhone, del Mac e dell'iBook. E la mia vita sarebbe un po' più triste. Per non parlare di quella di Steve Jobs, che nemmeno ci sarebbe. Quindi grazie ancora a mamma Jobs, per aver fatto come Juno.

postato da creezdogg alle ore 00:12 | link | commenti
categorie: usa

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Nome: Cristiano Bosco
Nato il 20 ottobre 1982. Simpatizzante neocon. Americanista convinto. Genoano. Collaboratore de L'Opinione, RagionPolitica, Giornalettismo, LibMag - contatti mail/msn: creezdogg @ hotmail.com

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