Creez Dogg In Tha Houze

The never ending battle for Truth, Justice and the American Way
martedì, 29 gennaio 2008

Sorry again

PC ancora una volta in assistenza. Tornerò presto. Spero.
postato da creezdogg alle ore 10:35 | link | commenti (2)
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martedì, 15 gennaio 2008

If heaven ain't a lot like Detroit, I don't wanna go

Questa notte, le primarie repubblicane in Michigan, da seguire ovviamente su Il Rumore Dei miei Venti, che effettua come sempre un utilissimo liveblogging. Il dollaro di questo blog è puntato su John McCain.
postato da creezdogg alle ore 18:30 | link | commenti (1)
categorie: usa , politics, internet
martedì, 15 gennaio 2008

There's no crying in football

Questo video è già nella storia: T.O., ovvero Terrell Eldorado Owens, wide receiver dei Dallas Cowboys malato di mania di protagonismo, piange di fronte alla stampa in seguito all'eliminazione della sua squadra dai playoff della NFL. O meglio, piange in difesa di Tony Romo. Rimangono i dubbi sulla sua stabilità mentale ed emotiva. Enjoy.

postato da creezdogg alle ore 18:19 | link | commenti
categorie: sport, usa , football, nfl
martedì, 15 gennaio 2008

The fake Jessica

Cosa non si fa per aiutare la propria squadra del cuore a vincere. A quanto pare, in occasione dell'incontro tra Cowboys e Giants di Divisional Playoffs, quei burloni del NY Post avrebbero inviato sugli spalti del Texas Stadium una sosia di Jessica Simpson, nuova fiamma di Tony Romo, QB di Dallas, al solo scopo di distrarlo. A giudicare dal risultato (i Giants hanno battuto a sorpresa la squadra di casa, superando il turno) e dalla pessima prova di Romo, si direbbe che l'esperimento sia perfettamente riuscito.
postato da creezdogg alle ore 18:09 | link | commenti
categorie: sport, music, usa , football, nfl , entertainment
martedì, 15 gennaio 2008

It's hot up here

Bill Clinton parla, una ragazza sviene.
postato da creezdogg alle ore 17:58 | link | commenti
categorie: usa , politics
martedì, 15 gennaio 2008

Intolerance

Premesso che, sull'argomento, quanto c'era da dire è già stato detto da voci alquanto più autorevoli di quella del sottoscritto (si segnalano gli editoriali di Ernesto Galli della Loggia sul Corriere e Guido Anselmi sulla Stampa, ma anche quelli di Giordano Bruno Guerri sul Giornale, di Francesco Paolo Cesavola sul Messaggero e di Adriano Sofri su Repubblica), fatemi capire: Mahmoud Ahmadinejad può parlare liberamente alla Columbia University, mentre il Papa non può parlare alla Sapienza?
postato da creezdogg alle ore 13:46 | link | commenti (1)
categorie: usa , politics, iran, italy, religion
martedì, 15 gennaio 2008

Before I forget

Un recupero di qualche giorno fa: sulla Stampa del 10 gennaio, il sempre ottimo Andrea Romano firmava un bell'editoriale nel quale si leggeva quanto è bella l'America e quanto è brutta l'Italia. Politicamente parlando, s'intende. Ovviamente, qui si è d'accordo.
postato da creezdogg alle ore 00:13 | link | commenti
categorie: usa , politics, italy
martedì, 15 gennaio 2008

It's time to set the record straight

<<Camp X-Ray, la prigione all’aperto dove fu scattata la foto, oggi e’ un luogo abbandonato dentro la base militare di Guantanamo, un posto di fantasmi. In realta’, rimase attivo solo tre mesi, prima che i detenuti fossero trasferiti nelle nuove strutture costruite dal Pentagono in un’area di Guantanamo affacciata sul Mar dei Caraibi.

Oggi le varie prigioni di Guantanamo sono uguali a normali carceri federali di massima sicurezza negli Usa, sono fatte di cemento e acciaio e le tute arancioni vengono usate solo per i detenuti indisciplinati: la stragrande maggioranza dei prigionieri veste di bianco>>.

Su Spirit of America, un reportage di Marco Bardazzi su Guantanamo, che fa un po' di chiarezza su uno dei più celebri casi di disinformatia ed approssimazione giornalistica degli ultimi anni.
postato da creezdogg alle ore 00:04 | link | commenti (2)
categorie: usa , politics, terrorism
lunedì, 14 gennaio 2008

Exactly

"The Golden Globes -- Who Cares?" titola il TIME, sintetizzando perfettamente il sentimento condiviso nei confronti della cerimonia di quest'anno.
postato da creezdogg alle ore 23:38 | link | commenti
categorie: movies, usa , television, entertainment
lunedì, 14 gennaio 2008

Do as I say, not as I do

Il post di Claudio Cerasa sull'apparizione del nostro ministro degli esteri a Che tempo che fa. Della serie "predicare bene e razzolare male".
postato da creezdogg alle ore 23:22 | link | commenti
categorie: iraq, usa , politics, italy, middle east
lunedì, 14 gennaio 2008

Divisional Playoffs /2

Tutto più o meno come previsto (vedi post precedente), ad eccezione di un incontro.



Sabato. I New England Patriots proseguono la loro marcia trionfale verso il Super Bowl XLII, pur soffrendo più di quanto preventivato contro i Jacksonville Jaguars: un Tom Brady perfetto (26/28, 262 yds, 3 TD) e un ottimo Laurence Maroney hanno compensato una difesa non troppo attenta, che ha permesso agli avversari di rimanere in gioco fino a gara inoltrata, quando infine il deficit di talento è diventato determinante.

A dispetto di un inizio disastroso, con due fumble trasformati dall'altra squadra in quattordici punti, i Green Bay Packers hanno superato i Seattle Seahawks, in una battaglia disputata su uno splendido Lambeau Field innevato (partita ideale per uno schermo ad alta definizione): incredibile come sempre Brett Favre (18/23, 173 yds, 3 TD), assai deludente la formazione della città della pioggia, vuoi per il clima, vuoi per l'infortunio di Deion Branch, vuoi per la prova al di sotto dei livelli abituali di Shaun Alexander.


 
Domenica. Due incontri, due "upset", ovvero due sconfitte per coloro che partivano avvantaggiati dal pronostico. In una delle gare più divertenti e meno prevedibili della storia recente della NFL, i San Diego Chargers hanno eliminato gli Indianapolis Colts di Peyton Manning, campioni in carica che dicono così addio al desiderio di bissare il successo dello scorso anno. Certo, San Diego aveva già battuto Indianapolis in stagione regolare, ma si giocava in California, la posta in gioco era più bassa e, soprattutto, i Colts avevano fatto di tutto per perdere, una congiuntura sfavorevole di eventi che portò uno dei migliori QB della storia a lanciare 6 (sei!) intercetti ed il migliore kicker di sempre a sbagliare un calcio decisivo. Ieri si giocava all'RCA Dome, lo stadio al coperto in cui Manning dà il meglio di sé, di fronte al proprio pubblico. E non solo: i Chargers erano costretti a tenere a bordo campo - per buona parte dell'incontro - Philip Rivers e Laidanian Tomlinson, ovvero il quarterback e il running back titolari (il secondo, MVP della scorsa stagione). Per Indianapolis, sarebbe dovuta essere poco più di una formalità. A dimostrazione della imprevedibilità (e, di conseguenza, della bellezza) di questo sport, è avvenuto l'esatto contrario di quanto pronosticato dalla quasi unanimità degli esperti ("quasi", perché il sottoscritto - pur non essendo un esperto - aveva scommesso sui Chargers). San Diego ha vinto, grazie alle prove eccezionali di veri e propri eroi per caso, come ad esempio il QB Billy Volek e il RB Michael Turner, gregari che non hanno subito la pressione delle grandi occasioni, senza far rimpiangere i titolari. A nulla è servita la solita straordinaria prova di Peyton Manning. 28-24 il risultato finale, Chargers gasatissimi (ora affronteranno i Patriots, ma non sembrano spaventati), Colts che perdono l'occasione di fare il back2back.

Ennesima delusione anche per i Dallas Cowboys, battuti in casa dai New York Giants, al termine di una partita contraddistinta dai numerosissimi errori compiuti da entrambe le parti, tra tendenze suicide e paura di vincere. Tony Romo, pur giocando una buona partita, non è esente da colpe: l'errore della scorsa stagione gli si poteva perdonare, ma le sviste nei momenti decisivi contro NY hanno pregiudicato in modo determinante l'andamento della gara. Eli Manning, con mia somma sorpresa, ha azzeccato la sua seconda (terza, se si considera l'ultima apparizione in regular season) partita consecutiva. Per i Cowboys si preannunciano tempi durissimi: America's Team è la prima squadra nella storia a perdere la semifinale dopo aver terminato la stagione come prima nella NFC (13 vittorie, 3 sconfitte), per questo, dato l'attaccamento del popolo texano al football, è facilmente prevedibile un'ondata di polemiche, dirette soprattutto verso il QB titolare (e magari anche verso Jessica Simpson). Per i Giants, invece, la prima vittoria in offseason dal 2000.
postato da creezdogg alle ore 22:50 | link | commenti
categorie: sport, usa , football, nfl
sabato, 12 gennaio 2008

Divisional Playoffs

Pronostici velocissimi per gli incontri di questo weekend: Green Bay di poco su Seattle, perché i Seahawks sono simpatici, ma Brett Favre è una leggenda; a sorpresa, e contro tutte le previsioni, San Diego su Indianapolis, perché i Colts sono campioni in carica e giocano a memoria, ma i Chargers contro di loro danno di solito il meglio; Dallas su New York, perché i Giants sono nettamente superiori e Eli Manning non può azzeccare due partite consecutive; New England su Jacksonville, e non c'è nemmeno bisogno di spiegare il perché.
postato da creezdogg alle ore 17:20 | link | commenti
categorie: sport, usa , football, nfl
giovedì, 10 gennaio 2008

The Race

<<Don't you see? All this time I thought these little crackers had turned racist, when actually they were so not racist that they didn't even make a separation of black and white to begin with. All they saw when they looked at that flag was five people>> - Chef, "Chef Goes Nanners", South Park episode 405.

Ancora un post sulle elezioni americane, perché questo in fondo è un blog alquanto filoamericano, ma anche perché a guardare nel proprio cortile si finisce a parlare di monnezza o di legge elettorale, il che è deprimente. Ancora una volta, su Barack Obama. Non sul candidato, sulla sua storia, la sua vita, le sue idee, le sue battaglie, la moglie, la bella famiglia and so on. Ma su quelli che lo vorrebbero come presidente degli Stati Uniti, ovvero persona più potente del mondo, esclusivamente per un solo motivo: il suo colore della pelle. Ovvero the race issue, la questione della razza, che ancora non è stata menzionata dalla maggior parte dei commentatori d'oltreoceano a causa del suo contenuto ad alto tasso esplosivo, ma che, prima o poi, salterà fuori, magari in occasione del voto in Stati come Texas o Alabama. Christopher Hitchens, come spesso accade, ha scritto un ottimo pezzo al riguardo (l'originale su Slate, traduzione oggi sul Corriere) e, per completezza, si consiglia di leggere anche questo articolo di Christian Rocca.

Insomma, coloro che sostengono - specialmente aldiqua dell'Atlantico - che sarebbe bello vedere eletto Barack Obama poiché nero (e solo per questo) sono come coloro che sostenevano che Ségolène Royal dovesse essere eletta all'Eliseo poiché donna (discorso sul genere che, ovviamente, si può estendere anche a Hillary Clinton). In una elezione, né la razza, né il genere dovrebbero rappresentare fattori. Perché, se tali non-motivazioni dovessero essere accolte, per assurdo si dovrebbero anche accogliere i loro esatti contrari, ovvero coloro che si oppongono ad Obama in quanto nero o ad Hillary in quanto donna. Il che sarebbe inaccettabile. Perché avversare un candidato a causa della sua razza è razzismo, in quanto donna è misoginia. In entrambi i casi, pregiudizi inaccettabili. E tanto più inaccettabili in quanto pregiudizi, negativi o positivi che siano.

Tanto più se si considerano, come fatto da Hitchens, i precedenti candidati, di entrambi i partiti, di razza afroamericana o di genere femminile: <<Se tanta era la voglia di un presidente (o almeno un vice) "nero", già molti anni fa si sarebbe potuto incoronare en masse Angela Davis (che fu anche, tra l'altro, la prima donna a candidarsi in una lista nazionale) - o i reverendi Jesse Jackson o Al Sharpton. Perché, dunque, nulla di tutto ciò è avvenuto? La politica, forse, ha fatto la sua parte? Si dà il caso che, appena la scorsa settimana, il Kenya - Paese d'origine del padre di Obama - sia stato sconvolto da scontri politici contrassegnati da spiacevoli derive ispirate dal tribalismo più violento e sadico. Ebbene, dinanzi agli elogi verso un candidato "nero", un keniota resterebbe perplesso quanto lo sarebbero tutti (o quasi) i miei lettori europei se invitati a votare per la "grande speranza bianca">>. Non ha alcun senso, appunto.

Per questo, chi volesse sostenere Barack Obama, lo faccia per le sue posizioni in politica interna o estera, per i suoi discorsi ispirati, per la retorica da sermone (il sottoscritto, per esempio, rimase folgorato dopo il suo discorso alla convention democratica del 2004). Con la speranza che gli americani che si apprestano ad andare alle urne, lo votino perché ritengano che sarebbe un buon presidente. Non per la sua pigmentazione.
postato da creezdogg alle ore 19:00 | link | commenti
categorie: usa , politics, television, entertainment, south park
giovedì, 10 gennaio 2008

Not cool

John Forbes Kerry, candidato presidenziale democratico alle elezioni del 2004, ha deciso di sostenere Barack Obama. Le chances di quest'ultimo, di conseguenza, diminuiscono drasticamente (by the way, non è assurdo che Kerry non sia dalla parte di colui che sarebbe stato suo vicepresidente, in caso di vittoria quattro anni or sono?).
postato da creezdogg alle ore 17:57 | link | commenti
categorie: usa , politics
giovedì, 10 gennaio 2008

Wolf Blitzer, give us a break

Questo blog condivide la battaglia di Slate contro lo slogan più inutile e rompiscatole che ci accompagna lungo le nottate insonni passate di fronte alla CNN per seguire le primarie americane.
postato da creezdogg alle ore 17:50 | link | commenti
categorie: usa , politics, television
giovedì, 10 gennaio 2008

Too damn early

Uno dei leit motiv dei miei post di commento alle primarie americane - scusate l'autocitazionismo (ma in fondo che cos'è un blog, se non un modo per dire continuamente "avevo ragione, ho ragione e anche se ora sembra che abbia torto, la storia mi darà ragione"?) - è che la situazione è ancora troppo poco definita per fare previsioni, così come è inutile passare una settimana a scrivere quanto è sorprendente e nuovo e giovane e spumeggiante Obama e pronunciare il de profundis di Hillary, salvo passare quella dopo a scrivere quanto è forte la Clinton, il suo ritorno a sorpresa e cose simili. In parole povere, it's too damn early. E oggi, nel panorama di commenti e articoli dedicati ai risultati elettorali americani, ci sono due frasi che ben sintetizzano il clima generale:

<<È onestamente imbarazzante tentar di spiegare cosa sia accaduto, dopo che ancora alla vigilia, abbagliati dai sondaggi e trascinati dall'entusiasmo contagioso del ciclone Obama, tutti avevamo già celebrato i funerali politici di Hillary>>, Paolo Valentino, inviato del Corriere della Sera negli Stati Uniti, nel suo articolo "Il ritorno di Hillary";

<<Ieri a Condor abbiamo commentato la bizzarria per cui un attimo dopo ogni risultato elettorale spiazzante, tutti quelli che non lo avevano previsto abbiano per esso una spiegazione nuova e certa (le donne, le lacrime...). Il fenomeno è spiegato efficacemente nell'editoriale del Foglio: "La verità è che nessuno sa niente">>, Luca Sofri, suo post su Wittgenstein.
postato da creezdogg alle ore 17:48 | link | commenti
categorie: usa , politics
giovedì, 10 gennaio 2008

Just one of those nights

La notizia è che i Boston Celtics, attualmente la squadra più forte della NBA (29-4), abbiano perso una partita, la loro quarta sconfitta dall'inizio della stagione, interrompendo la serie positiva che durava da nove gare. La notizia sorprendente è che abbiano perso in casa, contro una delle peggiori formazioni di tutta la lega, ovvero i Charlotte Bobcats (13-21).
postato da creezdogg alle ore 12:41 | link | commenti
categorie: sport, usa , basketball, nba
giovedì, 10 gennaio 2008

The few, the proud

E ora, il surge (di minori dimensioni) anche in Afghanistan. Non richiesto dai neocon, ma dal generale John McNeill, capo delle operazioni della NATO nel Paese.
postato da creezdogg alle ore 11:37 | link | commenti
categorie: usa , politics, afghanistan, terrorism
giovedì, 10 gennaio 2008

Discoveries

Nello stesso giorno, scopro dell'esistenza del sito ufficiale di Magdi Allam (via mauroD) e del blog di Pierluigi Diaco (via Camillo).
postato da creezdogg alle ore 11:27 | link | commenti
categorie: politics, internet, middle east
giovedì, 10 gennaio 2008

Breaking news

Bill Richardson esce dalla corsa. Non è da escludere una sua eventuale presenza in un ticket con Hillary Clinton, in qualità di vice.
postato da creezdogg alle ore 00:51 | link | commenti
categorie: usa , politics

About Me

Utente: creezdogg
Nome: Cristiano Bosco
Nato il 20 ottobre 1982. Simpatizzante neocon. Americanista convinto. Genoano. Collaboratore de L'Opinione, RagionPolitica, Giornalettismo, LibMag - contatti mail/msn: creezdogg @ hotmail.com

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