Creez Dogg In Tha Houze

The never ending battle for Truth, Justice and the American Way
martedì, 30 ottobre 2007

Is that time already?



Questa notte inizia il campionato della National Basketball Association. La preview di Sports Illustrated, i Power Rankings di ESPN. La speranza è che la nuova stagione si riveli più emozionante di quanto visto lo scorso anno, terminato con la noiosissima vittoria dei noiosissimi San Antonio Spurs sui senza speranza Cavaliers. Per non parlare dei playoff, falsati da decisioni dei vertici della Lega e che hanno mostrato tutti i limiti della suddivisione divisionale dell'offseason (per capire di cosa parlo, vedere post precedenti nel tag NBA). E, by the way, quest'anno T-Mac e Yao - ora che è pure tornato Franchise - non hanno più scuse. Bargnani? Può crescere ancora, ma deve iniziare a difendere sul serio. Belinelli? A Golden State (già in campo stanotte, contro gli Utah Jazz), con il gioco iper-veloce di quel folle di Don Nelson, può fare grandi cose: deve solo preoccuparsi di tirare il più possibile (cercando di segnare, s'intende).

Per quanto riguarda la copertura televisiva, non ci si può lamentare. Oltre a SKY (imperdonabile sul baseball, sufficiente sul football), si aggiunge SportItalia, che ha acquistato i diritti di NBA TV. Overdose di pallacanestro in vista.
postato da creezdogg alle ore 18:35 | link | commenti
categorie: sport, usa , television, basketball, nba
martedì, 30 ottobre 2007

Cursed no more



Con un giorno di ritardo. Vincendo per la seconda volta le World Series nel giro di quattro anni (4-0 contro i Colorado Rockies), i Boston Red Sox hanno dimostrato di essere tutto fuorché la squadra maledetta, confermando di conseguenza che la incredibile impresa del 2004 non era un'eccezione storica, ma un possibile inizio di dinastia, o comunque di un ritorno alla normalità. Ora che la stagione è terminata, con il senno di poi, chi ha il coraggio di affermare che la straordinaria cifra spesa dalla dirigenza dei Red Sox per contattare prima ed accaparrarsi poi la stella nipponica Daisuke Matsuzaka (vedi post) sia stata una mossa avventata? Come spesso accade, la vittoria sportiva viene sempre accompagnata da una grande storia personale: questa volta è stato il caso di Jon Lester, giocatore che ha battuto una lunga battaglia con un linfoma, è entrato per la prima volta in campo in post season nella gara decisiva, firmando il successo lanciando la palla dello shutout. MVP della serie al terza base Mike Lowell, per lui una media di .400 nei quattro incontri delle World Series, 4 RBI, tre basi ball e sei corse.
postato da creezdogg alle ore 18:21 | link | commenti
categorie: sport, usa , baseball, mlb
martedì, 30 ottobre 2007

A whole 'nother planet

Riporto una lettera pubblicata ieri dalla Gazzetta dello Sport, nella sezione "SportItalians" curata da Beppe Severgnini.

Ho letto la lettera dell'interista degli antipodi meravigliato del grigiore e della sporcizia di San Siro. Allora vi racconto un'esperienza da stadio "agli antipodi": ho assistito all'incontro di football americano tra i Washington Redskins e gli Arizona Cardinals. All'arrivo allo stadio, il FedEx Stadium c'erano 80.000 persone. Gli americani vivono la domenica del football come una gita fuori porta. Si giunge allo stadio molte ore prima del kick off, si aprono i portelloni dei truck e dopo aver scaricato chili di carne e forni da campo, si cucina e si mangia. Un'ora prima dell'inizio gli 80.000 di cui sopra sciamano nello stadio con calma e senza creare ressa. Tantissimi varchi e per ogni entrata o uscita c'è una persona che ti dice che fare. Nessuno spinge, nessuno passa attraverso quella giostra da luna park che qualcuno chiama tornello perchè i tornelli non ci sono, non ci sono barriere! Il FedEx Stadium è una meraviglia dell'architettura. Spalti semplici, coperti, box privati dove mangi e bevi, appartamenti (suite dove puoi dormirci la sera prima e svegliarti la domenica e guardare la partita seduto n poltrona in vestaglia). Televisori dappertutto, maxischermi per i replay, più di 2.000 bagni. Non c'è tifo organizzato, non ci sono tifosi della squadra avversaria, il massimo insulto è un convinto "BUUUU!". Ora mi chiedo: ci sarà una via di mezzo tra il FedEx Stadium e San Siro? - Biagio Cepollaro

Risposta: Certo, e non dovrebbe essere impossibile trovarla.

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categorie: sport, usa , football, nfl , italy, soccer
lunedì, 29 ottobre 2007

How to kill a conspiracy theorist /2

Nel caso le parole dell'ex presidente Bill Clinton (vedi post) e l'articolo di Pierluigi Battista (vedi post) non fosse abbastanza per mettere a tacere e ridicolizzare i sostenitori delle teorie del complotto relative all'11 settembre, un breve e divertente filmato tratto da un recente episodio del programma Real Time condotto da Bill Maher sulla HBO. Per chi non lo conoscesse - a scanso di equivoci e di eventuali accuse di collaborazionismo - se esiste un presentatore comico anti-Bush e anti-repubblicano (spesso imbarazzante per i democratici quanto Ann Coulter lo è per il GOP), quello è proprio Bill Maher.

postato da creezdogg alle ore 23:06 | link | commenti (3)
categorie: usa , politics, television, entertainment, terrorism
lunedì, 29 ottobre 2007

How to kill a conspiracy theorist

Il pezzo "E adesso diteci tutto (ma proprio tutto) sul complottone dell'11/9", firmato da Pierluigi Battista e pubblicato oggi dal Corriere è troppo spettacolare per non essere riportato nella sua interezza. Enjoy.


Adesso però non si lascino inebriare dalla trionfale sfilata sul red carpet della Festa romana del cine­ma. Il brain trust Vidal-Chomsky-Chiesa-Cardini non riposi sugli allori del film «Zero» con le suadenti voci narranti di Dario Fo, Lella Costa e Moni Ovadia. Si ri­metta alacremente al lavoro, quantifichi dettagliatamen­te, non trascuri nemmeno una cifra del colossale complot­to bushista-sionista che ha insanguinato l’11 settembre 2001 scaricando vigliaccamente ogni colpa su Osama Bin Laden. Hanno dimostrato che si è trattato di un'orrenda cospirazione dell'impero americano? Non si accontenti­no dei risultati raggiunti, dicano quante migliaia e miglia­ia di sicari della Cia hanno partecipato alla macchinazio­ne, smascherino il complotto di massa, l'unico grande complotto di massa della storia, che ha organizzato la demolizione controllata del World Trade Center, mentre miliardi di ebeti sprovveduti sono stati indotti a credere alla favola sionista, e cioè che la colpa sia tutta degli aerei islamisti che si sono piantati nelle due torri di New York. Si concentrino senza divagare sul particolare delle esplosioni messe a punto per fare cadere le torri gemelle più altri grattacieli nelle vicinanze. Dicano quante centi­naia di autisti, scaricatori, ausiliari sotto contratto Cia hanno trasportato tonnellate di esplosivi con giganteschi camion per giorni e giorni consecutivi prima dell'11 set­tembre per buttare giù le torri senza che nemmeno un newyorchese se ne accorgesse, sfiorato dal sospetto per l'immane traffico di tir e cingolati mi­metizzati. Dicano quanti sono gli ad­detti pagati dal Mossad per tenere fuori centinaia di migliaia di persone giorno e notte da quella zona di Manhattan tanto affollata di capita­listi yankee che scorrazzano attorno ai loschi affari di Wall Street. Dicano quanti sono i sicari che si sono travestiti da vigilantes delle decine di uffici del World Trade Center per far finta di niente di fronte allo spettacolo di chissà quanti agenti bushisti-sionisti che, fischiettando per non dare nell'occhio, hanno piazzato le cariche esplosive, sistemato gli inneschi, camuffato gli ordigni in atte­sa dell'ora X senza farsi scoprire dalle migliaia e migliaia di occasionali visitatori delle due torri. Dicano quanti so­no i poderosi trasportatori che con forza erculea, essendo presumibilmente fuori uso ascensori e montacarichi bloc­cati per via dell'elettricità sionisticamente staccata duran­te le operazioni di trasbordo esplosivo, hanno portato sottobraccio quei pacchi pericolosissimi, torcia in bocca, sulle decine di piani dei grattacieli bushisti. Dicano quan­ti artificieri della Cia hanno imbottito di materiale esplo­sivo anche l'edificio numero 7, situato nelle adiacenze del­le due torri, anch'esso preso di mira dai loschi agenti della Cia e ridotto in poltiglia attraverso la demolizione con­trollata eroicamente scoperta dagli infaticabili segugi del complottismo.

 

Centinaia di complici? Macché, migliaia. Ma siano più precisi. Conteggino i membri delle famiglie, gli amici, i semplici conoscenti dei finti garagisti che nottetempo hanno ospitato a New York tutti gli automezzi adibiti al trasporto dell'esplosivo, o gli specialisti che da lontano hanno provveduto all'azionamento dei timer. Dicano quanti sporchi dollari ci sono voluti per comprare l'omer­tà di migliaia e migliaia di persone per oltre sei anni. Il mondo vuole sapere e loro perdono tempo con la Festa del cinema di Roma. Facciano in fretta, però. La Cia è già all'opera per ridicolizzare il loro lavoro. Sarebbe una beffa per gli smascheratori del mostruoso complotto im­perialista. Chi li inviterebbe più nei festival cinematogra­fici? A Cannes, a Cannes.
postato da creezdogg alle ore 19:09 | link | commenti (1)
categorie: movies, usa , politics, entertainment, terrorism
domenica, 28 ottobre 2007

How dare you!

Un grandioso William Jefferson Clinton - nel mezzo di un discorso a Minneapolis per raccogliere fondi per la campagna elettorale della moglie - si scaglia contro un sostenitore della teoria del complotto sull'11 settembre. Il giusto trattamento per un Giulietto Chiesa americano. Bravo Bill.

postato da creezdogg alle ore 22:56 | link | commenti
categorie: usa , politics
domenica, 28 ottobre 2007

Bombs Over Rangoon /2

<<La comunità internazionale e l’opinione pubblica mondiale, dopo la partecipata mobilitazione dei primi giorni, sono tornate ad occuparsi d’altro. Il Segretario generale dell’Onu ha “deplorato” l’uso della violenza contro i pacifici dimostranti democratici e, con l’inviato Ibrahim Gambari, è impegnato in una serie di incontri con i militari birmani e con i cinesi che non sembrano però portare a nulla. Gli unici ad agire, come al solito, sono gli americani. George W. Bush, e ancora prima di lui sua moglie Laura, hanno annunciato fin dal primo giorno della repressione una serie di iniziative, sanzioni contro il regime e sostegni ai gruppi umanitari, “per aiutare a portare un cambiamento pacifico in Birmania”>>. Dall'articolo "Le Olimpiadi zafferano" di Christian Rocca, ieri sul Foglio. Come volevasi dimostrare (vedi post), nessuno o quasi parla più di Birmania. Come volevasi dimostrare (stesso post di cui sopra), nessuno, ad eccezione degli Stati Uniti, sta facendo qualcosa di concreto per la Birmania.

postato da creezdogg alle ore 22:47 | link | commenti
categorie: usa , politics, asia
domenica, 28 ottobre 2007

Friendly fire

<<Nicola Calipari è morto per mano di Mario Lozano. Per gli americani, il "caso" comincia e finisce qui. Si può essere d'accordo o no, ma è difficile contestare che per loro l'Iraq sia una zona di guerra e capita che in guerra si muoia per "fuoco amico". A quel posto di blocco di Bagdad, un'auto senza alcun contrassegno, non segnalata dal comando, si avvicina a velocità sostenuta o così appare a soldati spaventati e inesperti. Sparano. Uccidono. È capitato (e capita) in migliaia di occasioni agli iracheni. È capitato (e capita) finanche ai soldati americani. È una guerra. Da questo approdo, Washington non si è mossa né si muoverà di un millimetro. Può dirsi soltanto rammaricata e chiedere scusa, come ha fatto>>. Da uno dei migliori editoriali sull'affaire-Sgrena, apparso due giorni fa sulla Repubblica, intitolato "Ma ora si tolga il segreto di stato" e firmato da Giuseppe D'Avanzo. Senza urla, pregiudizi, rancori, teorie del complotto o prese di posizione aprioristiche.

postato da creezdogg alle ore 22:42 | link | commenti
categorie: iraq, usa , politics, italy
domenica, 28 ottobre 2007

Lateralapalooza

Agli occhi degli appassionati di rugby, questa azione potrebbe non dire alcunché. Agli occhi degli appassionati di football, si tratta di qualcosa di davvero eccezionale. Campionato NCAA, incontro tra le rappresentative della Trinity University e del Millsaps College. I Trinity Tigers conducono un disperato ultimo drive percorrendo 44 yard con quindici (!) passaggi laterali, concludendo in bellezza, con un touchdown che permette loro di vincere la partita 28-24. Sette diversi giocatori hanno portato la palla nell'azione. Per Sports Illustrated, si tratta di un possibile candidato quale miglior finale di partita della storia. Di certo è qualcosa di incredibile.

postato da creezdogg alle ore 22:35 | link | commenti
categorie: sport, usa , football
venerdì, 26 ottobre 2007

Clear and coordinated leadership

<<Because of well-organized disaster preparedness planning at the state and regional levels and drills that are continually performed, California is considered the gold standard of emergency response. After devastating fires in 2003, San Diego County invested in the automated reverse 911 system, which this week urged San Diego County residents to evacuate. And Californians have something that Louisianans, in particular those in New Orleans, didn't have when they needed it most: leadership, in this case from Gov. Arnold Schwarzenegger and the San Diego mayor on down. That there have been just five fatalities in an inferno that has burned an area twice the size of New York City shows what can result from clear and coordinated leadership>>.

Dall'editoriale "Not Another Katrina" del Washington Post, che ancora una volta sottolinea quello che i giornali italiani dimenticano di far notare, in riferimento a tragedie come gli incendi in California o gli uragani in Florida: il dibattito, negli Stati Uniti, è sulla velocità e l'efficienza dei soccorsi a livello statale, e non a livello federale. Qualcosa a cui ci si potrebbe arrivare per logica, dato per scontato che almeno gli inviati dagli Stati Uniti dei maggiori quotidiani nazionali siano a conoscenza del funzionamento dello Stato federale degli Stati Uniti d'America. Per questo, prima di puntare semplicisticamente il dito contro la gestione dei soccorsi a livello nazionale (comunque non priva delle proprie responsabilità: nessuno qui osa difendere l'operato della FEMA), è prima necessario fare i conti con quelli a livello statale. Non a caso, è notizia degli ultimi giorni (vedi post di Spirit of America), in Louisiana è appena stato eletto come governatore Bobby Jindal, repubblicano e bushiano, in buona parte poiché, come ha scritto Christian Rocca, <<gli elettori della Louisiana hanno cacciato i democratici, giudicati i primi responsabili del fallimento governativo post uragano>>.

postato da creezdogg alle ore 01:04 | link | commenti
categorie: usa , politics
venerdì, 26 ottobre 2007

Neocon-cked Up



Panorama della scorsa settimana, primo numero del nuovo direttore Maurizio Belpietro, Di Pietro in copertina. Pagina 289, sezione "Visti e sentiti", recensione di Molto incinta (vedi post) firmata da Piera Detassis, direttore di CIAK: <<Judd Apatow, già autore di 40 anni vergine e adesso di Molto incinta, è il nuovo re della commedia americana, l'idolo dei neocon (bastano i titoli a spiegare il perché)...>>.

Guida ai film di ViviMilano del Corriere della Sera a cura di Alberto Pezzotta e Filippo Mazzarella: <<Apatow («40 anni vergine») si conferma il regista Usa di successo (enormi consensi neocon in patria) più volgare e reazionario su piazza. Il problema vero, però, è che in due ore e dieci di film non c'è un minuto di cinema. E non si ride mai. Da ignorare>>.

Nella recensione di Boris Sollazzo su Liberazione dal titolo "Ecco quando la commedia diventa neocon", infine, dopo aver rimpianto Little Miss Sunshine non in quanto bellissimo film, ma poiché <<inquietante fotografia della società americana>>, si attacca il già <<sospetto>> (?) Apatow e il suo film <<noioso e irritante>>. Con finale esplosivo: <<Viene da rabbrividire quando persino la commedia svolta a destra>>.

Ora, al sottoscritto viene da rabbrividire nel leggere certi strafalcioni sui nostri giornali. In primo luogo, perché nessuna delle sopraccitate firme sa di cosa parla quando usa il termine "neocon". Come per Ennio Caretto del Corriere (forse in parte responsabile per questa diffusa disinformazione al riguardo), "neocon" si usa, almeno qui in Italia, per definire erroneamente genericamente l'ala più conservatrice del partito repubblicano. I neoconservatori sono tutt'altro, e davvero non ci è dato sapere se Bill Kristol o Norman Podhoretz abbiano visto e/o apprezzato il film.

In secondo luogo, perché affermazioni come "Apatow idolo dei neocon", "enormi consensi neocon", "la commedia svolta a destra" sono del tutto false. Fregnacce, bubbole, idiozie. Perché negli USA, Knocked Up, è piaciuto a tutti. Ma proprio a tutti, senza distinzioni tra fazioni politiche (che a noi piacciono tanto). A meno che non si voglia considerare "neocon" o "di destra" il 91% degli utenti votanti sul sito Rotten Tomatoes (secondo film più votato del 2007). A meno che non si definisca "neocon" o "di destra" i critici di USA Today, Rolling Stone, Hollywood Reporter, Atlanta Journal-Constitution, Boston Globe, Chicago Sun-Times, Chicago Tribune, E! Online, Entertainment Weekly, Filmcritic.com, New York Post, Reelviews, Seattle Post-Intelligencer e, per finire in bellezza, i due quotidiani più liberal d'America, San Francisco Chronicle e New York Times, unanimi nel recensire positivamente il prodotto di Apatow.
postato da creezdogg alle ore 00:39 | link | commenti (7)
categorie: movies, usa , politics, italy, environment
giovedì, 25 ottobre 2007

Week 7 (briefly)



Brevemente, sulla Week 7 della NFL, in previsione della imminente nuova giornata. Cosa è emerso? Poco di nuovo sotto il sole: due le squadre ancora imbattute, ovvero New England Patriots (7-0) e Indianapolis Colts (6-0), che peraltro si incontreranno nel match di punta di Week 9 (da non perdere per nulla al mondo). I Patriots hanno superato facilmente i Miami Dolphins (0-7 il loro attuale record), 49-28, ennesima prestazione record (354 yds, 21-25, 6 tds, 0 int) per Tom Brady, finora l'indiscusso MVP della stagione, ottimi al solito i ricevitori Welker ( 138 yds, 9 rec, 2 tds, 0 fum), Moss, Stallworth e via dicendo: ormai ogni settimana si scrivono sempre le stesse cose al riguardo, bisogna farci l'abitudine.

Divertente episodio accaduto durante la partita, che la dice lunga sull'estrema disciplina vigente in casa Patriots: a risultato già in cassaforte, a 11 minuti dalla fine, coach Belichick ha fatto entrare in campo il QB di riserva Matt Cassel. Questi, dopo qualche azione, si è fatto intercettare un passaggio da Jason Taylor dei Dolphins. Errore a quanto pare non apprezzato dall'allenatore, che ha immediatamente ordinato a Brady di rientrare. In un'intervista del dopo-partita, Belichick si è poi giustificato affermando di aver effettuato tale sostituzione poiché preoccupato dal risultato (sul 42-21, non è poi così credibile...). I disastrati Dolphins si trovano ora a Londra, dove affronteranno i New York Giants, nella speranza che l'aria europea possa portarli alla prima vittoria stagionale.

Per i Colts vittoria di larga misura sui Jacksonville Jaguars nel Monday Night: 29-7. Manning come sempre formidabile (259 yds, 23-37, 1 td), ottima prova generale della squadra campione in carica, con prestazioni positive da parte di tutto l'organico, da Joseph Addai a Reggie Wayne, da Kenton Keith a Dallas Clark, autore di un ottimo inizio stagione. Per i Jaguars, secondi nella division a pari record con i Tennessee Titans, brutta tegola con l'infortunio del QB David Garrard (difficile che ritorni in breve tempo). Il sempre esilarante Tony Kornheiser, nel pregame della ESPN, sfidava il pubblico chiedendo di nominare almeno due giocatori di Jacksonville, ricordando poi che no, il running back Maurice Jones-Drew ha due cognomi ma non conta doppio...

Tra le altre formazioni di vertice, i Dallas Cowboys tornano alla vittoria, 24-14 sul campo dei Minnesota Vikings: attacco deludente, ma contributo decisivo di difesa e special teams. L'America's Team si conferma in vetta alla NFC East (6-1), mentre i Vikings sono in ultima posizione nella NFC North (2-4). Finale thrilling tra Pittsburgh Steelers e Denver Broncos: sul 28 pari nei minuti finali, field goal decisivo di Jason Elam, che assegna la vittoria alla squadra del Colorado. Jay Cutler non sarà John Elway, ma è giovane e promettente.

Oltre ai succitati Dolphins, altro team ancora a secco di vittorie sono i St. Louis Rams. 0 doppie vu e 7 sconfitte. Matt Bulger e Torry Holt non sono abbastanza. Chissà che non riescano a finire la stagione senza neppure una partita vinta. Una grande delusione per i tifosi di Saint Louis, ma una enorme soddisfazione per il pubblico losangelino, che dal 1994 ad oggi non hanno ancora digerito la partenza della loro ultima squadra di football.
postato da creezdogg alle ore 23:57 | link | commenti
categorie: sport, usa , nfl
giovedì, 25 ottobre 2007

CONPLAN 8022-02 /10

La Casa Bianca fa la spesa e ordina un po' di bombe bunker-buster: al via nuove teorie su un eventuale attacco all'Iran. Se lo scopre Seymour Hersh siamo rovinati.
postato da creezdogg alle ore 00:26 | link | commenti
categorie: usa , politics, iran, middle east, terrorism
giovedì, 25 ottobre 2007

Iggy-gate

Lo psicodramma di Iggy o, come è già stato definito, "The Puppy Drama". Protagonista Ellen DeGeneres, celebre attrice e presentatrice televisiva americana, titolare di un programma di successo che porta il suo nome, in onda dal 2003. Prologo: Ellen e la sua compagna (Portia De Rossi), lo scorso settembre, adottano un cane (Iggy, appuntom un incrocio tra vari tipi di terrier), dall'agenzia "Mutts and Moms Dog Rescue". Le pratiche firmate dalla DeGeneres per prendere il cane contengono una postilla, la quale prevede di contattare nuovamente l'agenzia e richiedere un permesso in caso di affidamento di Iggy a terzi. Ignorando tale regola, Iggy viene regalato alla famiglia del parrucchiere personale di Ellen. Di conseguenza, la Mutts and Moms Dog Rescue si riprende in breve tempo Iggy, per violazione del contratto.

E qui siamo al video sopra postato. Di fronte al suo pubblico, Ellen, in lacrime, chiede scusa per l'errore e implora l'agenzia di restituire il cane alla famiglia in questione. Ruby, la figlia 12enne del parrucchiere, si dichiara molto affezionata a Iggy. La reazione del pubblico è immediata, e la casella di posta elettronica dell'agenzia viene inondata di messaggi, ovviamente tutti dalla parte della presentatrice.

Ma è troppo tardi: Inside Edition rivela che il cucciolo è già stato affidato ad un'altra famiglia e la Mutts and Moms non vuole sentire ragioni. Ellen DeGeneres, in un nuovo appello televisivo, chiede ad alcuni suoi fan (un po' troppo coinvolti dalla vicenda, si direbbe) di non ricorrere alle minacce di morte.
postato da creezdogg alle ore 00:21 | link | commenti
categorie: usa , television, entertainment
mercoledì, 24 ottobre 2007

Nobody does it better

La miglior copertura delle elezioni primarie a stelle e strisce si trova sul blog dell'amico Wolfie. Go check it out.
postato da creezdogg alle ore 23:52 | link | commenti
categorie: usa , politics, internet
mercoledì, 24 ottobre 2007

Runaway Wife

Claudio Cerasa con il post definitivo su Cecilia. Ora basta.
postato da creezdogg alle ore 23:48 | link | commenti
categorie: politics, france
mercoledì, 24 ottobre 2007

The other way

Dite quello che volete (anche le boiate che ha scritto l'Unità -- ok, questo è un pleonasmo), ma a me la fontana di Trevi tinta di rosso piaceva.
postato da creezdogg alle ore 23:45 | link | commenti
categorie: art , italy
mercoledì, 24 ottobre 2007

Colbert '08

Stephen Colbert (per chi non lo conoscesse, è il conduttore di The Colbert Report su Comedy Central - parodia dell'O'Reilly Factor di FOX - e già collaboratore e finto inviato del Daily Show di Jon Stewart sulla stessa rete) vuole candidarsi per la Casa Bianca. E fa sul serio: qui il sito ufficiale della campagna. Slate si chiede se il comico non stia violando qualche legge.
postato da creezdogg alle ore 23:38 | link | commenti
categorie: usa , politics, television, entertainment
mercoledì, 24 ottobre 2007

Public Service

È solitamente alquanto improbabile trovare - su questo blog - parole di elogio alla RAI o di disprezzo nei confronti di SKY. Ebbene, questo post è un'eccezione, e riguarda le World Series di Major League Baseball, che si disputeranno tra i Colorado Rockies (la squadra più calda degli ultimi due mesi) e Boston Red Sox (team storico, famoso più per la leggendaria maledizione del bambino che per i successi). La RAI (RaiSportSat, per la precisione) si è aggiudicata i diritti per la trasmissione dell'evento in Italia. Sia chiaro, non ci sarà diretta, ma solo una differita il pomeriggio successivo, e tuttora si ignorano i nomi dei telecronisti (data la tragica situazione degli sport USA in Italia, persino Pizzul andrebbe bene). Ma almeno qualcuno trasmette le World Series in Italia (ed è incredibile, ma i playoff si potevano trovare su reti quali Tele Tirreno Grosseto, Video Star Bergamo o Antenna Uno Sassari. Non è uno scherzo). Vergogna SKY (e tanti auguri con il poker), grazie RAI.
postato da creezdogg alle ore 23:27 | link | commenti
categorie: sport, usa , italy, baseball, mlb
giovedì, 18 ottobre 2007

Anything but old

Ancora qualche parola sulla Week 6 della stagione in corso di National Football League, disputatasi domenica scorsa. Fiumi di inchiostro sono stati - giustamente - dedicati alle prove stratosferiche di Tom Brady, al suo miglior inizio di sempre, del rookie Adrian Peterson, determinante nella vittoria di Minnesota su Chicago, o del WR dei Texans Kevin Walker, l'unico a salvarsi nella sconfitta di Houston contro Jacksonville. Tuttavia, la prestazione più sensazionale non appartiene ad alcuno dei tre succitati atleti. Il giocatore che più ha fatto la differenza non è una superstar che guadagna le prime pagine dei giornali. O meglio, non la è più da qualche tempo.

Si tratta del 43enne (!) Vincent Frank Testaverde, nato il 13 novembre 1963, prima scelta assoluta nel 1987 (giusto per fare un esempio, all'epoca Vince Young, QB dei Titans, aveva 4 anni di età). Dopo una ventennale e più che rispettabile carriera nella lega, nella quale ha vestito le maglie di Tampa Bay, Cleveland, Baltimore, NY Jets, Dallas e infine New England lo scorso anno (come terzo QB), Vinny si stava ormai rassegnando - per la terza volta, dato che la data del suo "ritiro" risale al 2004 - alla vita da ex atleta, tornando nella sua casa di Long Island, dedicandosi ai suoi tre figli e al golf nel tempo libero. Questo, fino al 7 di ottobre scorso, quando gli Arizona Cardinals, in emergenza quarterback, lo hanno contattato per offrirgli un contratto. Per Testaverde, onorato dall'offerta, un gentile rifiuto per "motivi familiari": Phoenix è troppo distante dai suoi cari, specialmente ora, che si stanno trasferendo da New York a Tampa, Florida. Nemmeno il tempo di rifiutare i Cardinals, ecco arrivare la chiamata dei Carolina Panthers. Charlotte, sede dei Panthers, è sulla stessa costa in cui risiede la famiglia Testaverde: contratto firmato.

Giunto a Charlotte mercoledì, si è allenato con i nuovi compagni ed è sceso in campo, da titolare (!), la domenica stessa. Alla faccia di chi sostiene che per ambientarsi al mondo della NFL siano necessari mesi, Vinny ha portato alla vittoria Carolina, che ha superato 25-10 proprio gli Arizona Cardinals da lui rifiutati. Per lui, 20/33 al passaggio, 206 yard, 1 touchdown, nemmeno un pallone intercettato. A 43 anni e 335 giorni di età, Testaverde è il terzo più vecchio QB a partire titolare nella storia della lega. Sul NY Times, un articolo di Karen Crouse a lui interamente dedicato.

postato da creezdogg alle ore 11:25 | link | commenti
categorie: sport, usa , nfl

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Nome: Cristiano Bosco
Nato il 20 ottobre 1982. Simpatizzante neocon. Americanista convinto. Genoano. Collaboratore de L'Opinione, RagionPolitica, Giornalettismo, LibMag - contatti mail/msn: creezdogg @ hotmail.com

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