Non è un motivo per esultare, la cifra è impressionante ma, data la situazione, si tratta comunque di una buona notizia: The U.S. military said Tuesday that a Marine was killed in fighting west of the capital, pushing the American death toll for July to at least 73, the lowest in eight months.
Colpo di mercato a sorpresa nella Major League Soccer: Freddy Adu lascia i Real Salt Lake ed approda ai portoghesti del Benfica. Lo riporta Sports Illustrated.
Kevin Garnett ai Boston Celtics. Ka-boom! Questa ha tutte le carte in regola per essere considerata la mossa di mercato più sensazionale degli ultimi anni. KG, a.k.a. The Big Ticket, a.k.a. The Franchise, a.k.a. The Kid, uno dei migliori giocatori della National Basketball Association, probabilmente il non plus ultra nel suo ruolo, lascia i Minnesota TimberWolves, nei quali ha militato dal 1995 ad oggi, per approdare ai Boston Celtics, in cambio di Al Jefferson, Ryan Gomes, Gerald Green, Theo Ratliff, Sebastian Telfair e due prime scelte future. La storica squadra del New England, nel giro di qualche settimana, ha completato un processo di rinnovamento radicale, trasformandosi da formazione materasso della Lega in potenziale candidata al titolo, potendo contare su tre stelle del calibro dell'uomo-franchigia Paul Pierce, di un Ray Allen arrivato da Seattle subito dopo il draft e del neo-acquisto Garnett. Una trade che, oltre a modificare in modo netto la struttura di due formazioni, stravolge anche le forze in gioco tra le due coste. Considerando il dislivello tecnico tra le due Conference emerso negli ultimi anni, Boston diventa automaticamente una delle squadre da battere ad Est, un salto di qualità non indifferente che stravolgerà i piani di numerosi avversari e concorrenti diretti.
KG, MVP della NBA nella stagione 2003-2004, da tempo immemore scontento dei T'Wolves, poichè unica superstar in una piazza poco attraente, poco accogliente e poco ambiziosa come Minneapolis, ha finalmente l'occasione di puntare a qualcosa in più rispetto alla semplice qualificazione ai playoffs. Soprattutto, ha buone chances di liberarsi della maledizione che, in dodici anni da professionista, non gli ha mai permesso di superare il primo turno di off-season. Per Minnesota, infine, si conclude un'era, si apre un periodo di ricostruzione. Al GM Kevin McHale, che ha dimostrato le sue qualità sia sul campo che dietro ad una scrivania, l'augurio di rimediare in breve tempo alla partenza di Garnett, riportando i TimberWolves ad alti livelli.
<<...ieri il New York Times ha titolato che "possiamo vincere la guerra in Iraq". Lo stesso quotidiano liberal che due settimane fa pretendeva il ritiro e la fine "dell'inutile sacrificio" delle truppe americane ha chiesto a due editorialisti appena tornati dall'Iraq come vanno le cose, e quelli hanno risposto che vanno diversamente da come sono raccontate sui giornali. "Ecco la cosa più importante che i cittadini americani devono sapere: in termini militari siamo rimasti stupiti dai progressi che abbiamo fatto", scrivono Michael O'Hanlon e Kenneth M. Pollack, che pure dichiarano di essere critici feroci dell'Amministrazione Bush.>>;
<<"Nei precedenti viaggi in Iraq abbiamo spesso incontrato truppe americane arrabbiate e frustrate, molti erano convinti di essere impegnati nella strategia sbagliata e con tattiche sbagliate e di stare rischiando le proprie vite dietro a un approccio che non avrebbe mai funzionato. Oggi, il morale è alto. I soldati e i marine ci hanno detto che sentono di avere nel generale Petraeus un comandante superbo; hanno fiducia nella strategia; vedono risultati veri; e sentono di avere i numeri necessari a fare la differenza">>;
<<"Dappertutto, le unità dei soldati e dei marine sono concentrate sula sicurezza della popolazione irachena, sul lavoro a fianco dei reparti iracheni, sulla creazione di nuovi accordi economici e politici a livello locale e sul fornire i servizi essenziali - elettricità, carburante, acqua pulita e servizi medici - alla gente. In ogni posto, le operazioni sono specificamente cucite sui bisogni di ciascuna comunità. Il risultato è che le morti di civili si sono abbassate di un terzo">>;
<<"...da sei mesi gli iracheni si sono sollevati contro gli estremisti e chiedono agli americani sicurezza e aiuto. L'esempio migliore è la provincia di Anbar, che in meno di sei mesi è passata dall'essere la zona peggiore dell'Iraq alla migliore, a eccezione di quella curda. Qualche mese fa, i marine combattevano per il controllo di Ramadi palmo a palmo. La settimana scorsa abbiamo camminato per le sue strade senza giubbotto antiproiettile">>;
<<"Oggi ci sono abbastanza buoni elementi sui campi di battaglia iracheni perchè il Congresso consideri l'idea di sostenere lo sforzo anche nella prima parte del 2008">>.
Dall'articolo di Daniele Ranieri "Gol! L'affondo del NYT: 'Ora possiamo vincere in Iraq'", oggi sul Foglio.

Per descrivere l'incontro tra il presidente americano George W. Bush e il primo ministro inglese Gordon Brown, la Associated Press ha titolato "Brown Shares U.S. View on Duties in Iraq" ("Brown condivide la visione americana sui compiti in Iraq") e "Brown, Bush Reaffirm Shared Values" ("Brown e Bush riaffermanto i valori condivisi"); il titolo dell'articolo di ABC News è "Bush, Brown stress joint view on Iraq, Mideast" ("Bush e Brown sottolineano la visione comune su Iraq e Medioriente"); sul Washington Post si leggeva "New British Prime Minister Reaffirms 'Special Relationship' in First U.S. Summit" ("Il nuovo primo ministro britannico riafferma la 'relazione speciale' nel primo summit con gli Stati Uniti"); il Los Angeles Times titolava "Bush, Britain's Brown pledge to continue terror fight" ("Bush e il britannico Brown promettono di continuare la lotta al terrore"; il liberal New York Times, invece, scriveva "Bush and Brown Are Allies if Not Buddies" ("Bush e Brown sono alleati se non amici".
Titoli analoghi si potevano trovare su tutti i maggiori giornali e notiziari d'oltreoceano e d'oltremanica, dai quali si può facilmente evincere la comunanza di vedute e d'intenti tra i due leader, un'alleanza storica che viene rinnovata, una linea di continuità tra Brown e il suo predecessore nei rapporti con l'amico statunitense. Ecco, ora veniamo all'Italia. Come titola oggi il Corriere della Sera - ovvero quello che nonostante tutto è da considerarsi il più autorevole quotidiano d'Italia - l'articolo dell'inviato Ennio Caretto al riguardo? "Brown a Bush: <<Riconsegnare l'Iraq agli iracheni>>. E poi dicono che il media bias non esiste.
Del perchè il Giappone è una grande nazione. Su The American i risultati di alcuni sondaggi recentemente condotti nel Sol Levante e negli Stati Uniti.
"Iraq, un calcio alla guerra". Sulla Stampa di oggi, un pezzo di Andrea Romano, come sempre impeccabile, dedicato alla vittoria della Coppa d'Asia da parte dell'Iraq.
Ci mancava solo questa: il conflitto in Darfur, secondo Abdel Rahim Mohamed Hussein (ministro della Difesa del Sudan), sarebbe alimentato dagli ebrei. Strano che nessuno avesse ancora dato la colpa agli ebrei, a Israele, o agli Stati Uniti. Grazie a Il Mango di Treviso.
Gli azzurri del basket iniziano con il piede giusto il percorso di preparazione agli Europei di Spagna di settembre, nei quali dovranno guadagnarsi l'accesso alle Olimpiadi di Pechino 2008. Ieri sera, a Bormio, la nazionale allenata da coach Recalcati ha sconfitto 77-59 la Turchia di Boscia Tanjevic (colui che portò l'Italia a vincere una leggendaria medaglia d'oro agli Europei del 1999). È stata la serata di Andrea Bargnani, all'esordio in maglia azzurra, autore di 7 punti e di una delle azioni migliori della gara (un coast-to-coast iniziato con una stoppata e terminato dall'altra parte del campo con una poderosa schiacciata), è stata la serata di Marco Belinelli, in grande forma dopo la strepitosa Summer League americana, probabilmente il migliore in campo, con 16 punti, ottime percentuali al tiro e numeri da circo, ma è stata anche la serata del sorprendente Andrea Crosariol, pivot della VidiVici Bologna, che con 10 punti, 9 rimbalzi e una grinta senza eguali si è reso protagonista di una gara dove gli occhi erano puntati su nomi più altisonanti del suo. Buona la prestazione del giovane fenomeno Gallinari, per il quale è facile pronosticare un futuro analogo a quello degli altri due "americani" succitati, e interessante il playmaker Daniel Lorenzo Hackett, italiano della University of Southern California, purtroppo infortunatosi dopo aver infilato un bel tiro da tre.
Nonostante l'assenza delle due stelle della NBA Mehmet Okur (Utah Jazz) ed Hedo Turkoglu (Orlando Magic), la Turchia ha combattuto per buona parte dell'incontro, senza mai risparmiarsi, confermandosi uno degli avversari più temibili dell'Italia. A disposizione di Charlie Recalcati, quest'anno, un parco talenti senza precedenti, un mix di giovani e veterani che, potenzialmente, può trasformare la nazionale in una superpotenza della pallacanestro, se non a livello mondiale, almeno a livello europeo.
La Gazzetta dello Sport, La Stampa, Il Sole 24 Ore, Basketnet, SKY Life.

1-0.Grazie ad una rete del capitano Younes Mahmoud (nella foto), l'Iraq vince la Coppa d'Asia per la prima volta nella sua storia.

A Barry Bonds, discusso left field dei San Francisco Giants, manca un solo home run per raggiungere il record di Hank Aaron. Bonds ha trasformato in fuori campo i lanci di ben 444 diversi pitcher.
Ormai non c'è nemmeno più gusto nel scovare tutte le volte che Ennio Caretto, sul Corriere, si inventa nuovi neocon, oppure quei pochi che non riconosce quando intervista. Ciò che colpisce di più, all'interno del suo ultimo articolo, "Usa, i nuovi <<E.R.>> arrivano da Cuba", non è il definire "neocon" coloro che mal vedono l'ottantina di medici americani laureatisi all'Avana grazie ad una borsa di studio gentilmente offerta dal dittatore Fidel Castro (<<il crescente flusso di "American Boys" verso il nemico ha scatenato la furia dei neocon>>, senza peraltro specificare chi siano, questi neocon, termine generico, che per l'autore vale per ogni occasione); non è nemmeno ripetere l'errore scrivendo <<la quinta colonna castrista, come i neocon chiamano gli studenti>>; ciò che stupisce è, a fine articolo, leggere quanto segue: <<Come finirà la guerra dei dottori tra Washington e l'Avana? Con la vittoria della seconda, se come è probabile i repubblicani perderanno le elezioni del 2008>>. "Come è probabile"? E noi che credevamo che la corsa alla Casa Bianca, a più di un anno di distanza dalle elezioni, fosse ancora aperta! Non avevamo fatto i conti con i sondaggi segreti dell'inviato del Corriere! Un tempo Ennio Caretto vedeva neocon dappertutto, ora vede anche il futuro.