A partire da martedì 1 giugno, ogni giorno alle 21.00 (ed in replica il giorno successivo alle 15.00), RaiSat Extra trasmetterà il Jay Leno Show. La rete, sulla quale già va in onda il Late Show di David Letterman, ha deciso di aggiungere anche lo spettacolo rivale nel suo palinsesto (che, da circa nove anni, fa più ascolti di Dave), finora visibile solo sulla CNBC Europe nei weekend (e senza sottotitoli). Ottima scelta, grazie a RaiSat. Ma noi filo-americani siamo incontentabili: a quando la possibilità di vedere il Late Night with Conan O'Brien (il più giovane e dinamico dei tre show) e di (ri)vedere il leggendario Jerry Springer Show. E, già che ci siamo, perché non aggiungere al ricco piatto anche Greg Kilborn, Carson Daly ed Oprah Winfrey? E magari spostare il Saturday Night Live di La7 ad un'ora un po' più accessibile di quella attuale?
Negli ultimi tempi, Enzo Biagi sta diventando ripetitivo, quasi insopportabile, quasi Giorgio Bocca. Sul magazine del Corriere di questa settimana, scrive un pezzo dal titolo "Era stupido morire per Danzica. Lo è meno per Nassiriya?", nel quale definisce "una massa di imbecilli" i politici che chiamano l'intervento dei nostri soldati in Iraq "missione di pace", quindi si esibisce con un po' di retorica in puro stile i-politici-non-sono-più-quelli-di-una-volta (proprio come dice Caparezza...): Bush non è né Roosevelt né Kennedy, Berlusconi non è Giolitti. E Biagi non è Montanelli. Whoops...
Diciamoci tutto. Per una volta che non infarcisce un suo pezzo di "come si stava bene ai nostri tempi", "mi ricordo di", Biagi va a trattare l'argomento giusto nel modo sbagliato. Qualcuno gli spieghi il significato di peace-keeping e peace enforcing, please. Non ho mai nascosto il mio disappunto per l'allontanamento di Biagi dalla TV per volere del Cavaliere, che ha reso simile l'Italia alla Nord Corea. Quando leggo i suoi pezzi (e quando guardo "Batti e Ribatti" su RAI 1 alle 20.30), mi accorgo di quanto poco mi manchi...
Ieri ho inviato un messaggio a Gianni Riotta, noto editorialista del Corriere della Sera. Non è arrivata alcuna risposta, tuttavia le mie parole hanno provocato qualche reazione (la maggior parte, fortunatamente, di questo tipo). Ecco il testo:
4 Giugno: Bush a Roma
Spett.le Gianni Riotta, il 4 giugno prossimo il presidente degli Stati Uniti George W. Bush sarà in visita nella nostra capitale. Sono già previste mobilitazioni di massa, la sinistra radicale (a proposito: strepitoso, come al solito, il Suo editoriale di oggi) promette grandi contestazioni, clamorose proteste, cortei, ribellioni, boicottaggi. Teste incappucciate di leader "disobbedienti" annunciano di essere pronti a bloccare le strade. Non trova che tutto ciò, in occasione del sessantesimo anniversario della liberazione di Roma dai nazisti, risulti un tantino fuori luogo? Criticare il Presidente degli Stati Uniti è lecito; criticarlo quando è in rappresentanza della sua nazione, per ricordare un evento di non poca importanza storica (grazie al quale noi oggi viviamo in un paese libero), non è di cattivo gusto? Non vi è il rischio di oltrepassare la sottile linea che divide la critica della politica di un presidente dall'antiamericanismo più rozzo? Sempre con grande stima, da un Suo fedele lettore che condivide appieno le parole del Suo articolo "Sì, io amo l'America".
Giorno di apertura per il blog di Creez Dogg [In Tha Houze], nel quale si parlerà dei temi più svariati: USA, politica internazionale ed interna, sport, cinema, videogames, libri, musica...and much more.