
Oggi, su L'Opinione, la mia intervista al consigliere regionale Angelo Barbero: "Centrodestra unito: una forza notevole". Da non perdere, come sempre, gli altri articoli dell'inserto della Liguria: "Manageritalia: nuova dirigenza regionale" di Paolo Della Sala, "Genova e l'emergenza Rom" di Gabriele Cazzulini e "Crisi per i corsi di specializzazione" di Alessandro Di Tizio.

La Marvel Comics, forse resasi conto che troppi stravolgimenti della storyline originale possono peggiorare anziché migliorare il prodotto, presenta un film molto fedele al proprio fumetto, limitandosi ad aggiornare la vicenda in chiave contemporanea, con qualche (talvolta impercettibile, se non agli appassionati) aggiustamento. Iron Man, ideato durante la guerra fredda in pieno spirito anticomunista (le prime sue vittime erano infatti agenti vietnamiti), nasce ora in una caverna afgana, per sfuggire a terroristi e signori della guerra locali. Nuove guerre americane, nuovi nemici, stesso personaggio racchiuso in un’armatura di latta. O meglio, di una lega quasi indistruttibile.

SNK Arcade Classics, Volume 1 - Anteprima
È ormai divenuta procedura comune, da parte delle maggiori software house del pianeta, riproporre i propri successi del passato sotto forma di raccolte e compilation per le console di nuova generazione. Strategia che, oltre a fare leva sulla grande nostalgia tipica dei giocatori di lunga data, i quali hanno così l’opportunità di mettere nuovamente le mani sui videogiochi della loro infanzia, permette alle nuove leve di scoprire titoli che, per motivi anagrafici, mai hanno potuto provare o, ancor peggio, nominare.
Specialista in questa politica del revival è la SNK/Playmore, la quale, da anni a questa parte, ripresenta, su quasi ogni piattaforma esistente, il proprio parco titoli dello scorso decennio. Trattasi di videogiochi che hanno fatto la storia del coin-op, leggende viventi delle scomparse sale giochi e volti familiari del mai dimenticato Neo Geo, console che tuttora gode di un folto gruppo di estimatori. SNK Arcade Classics: Volume 1 è il primo – e molto probabilmente non ultimo – prodotto di questo genere per Wii. In uscita verso la fine del 2008, esso porterà sulla console ammiraglia di casa Nintendo sedici dei più grandi successi arcade targati SNK.
A farla da padroni, in questa prestigiosa raccolta, i picchiaduro, vero e proprio cavallo di battaglia della casa nipponica che, ad inizio anni ’90, dichiarò guerra (perdendola) al capolavoro Capcom che risponde al nome di Street Fighter 2: si va dal più riuscito Fatal Fury, dal quale sono poi scaturiti numerosi sequel, al mediocre Art of Fighting, noto più per le sue bizzarre inquadrature che per altri motivi, passando per l’originale World Heroes, il sottovalutato Samurai Showdown e, last but not least, The King of Fighters ’94, primo capitolo dell’omonima serie di picchiaduro a squadre, a sua volta un mix comprendente alcuni dei più celebri personaggi dei titoli sopra elencati.
Ben rappresentato anche il genere sportivo, con il calcistico (e assai violento) Super Sidekicks 3, il golfistico Neo Turf Masters e il meno conosciuto, almeno per quanto concerne il vecchio continente, Baseball Stars. Immancabile, ovviamente, il vero gioiello della compilation, che ancora oggi è uno dei più rinomati e apprezzati prodotti SNK, ovvero il sempre divertente Metal Slug, shoot’em up a scorrimento dal concept semplicissimo e, di conseguenza, convincente. A completare il disco, titoli minori come i beat’em up a scorrimento Sengoku e King of the Monsters, il poliziesco Burning Fight, lo sparatutto Last Resort, i platform Magician Lord e Shock Troopers e, per finire, Top Hunter, clone non altrettanto divertente del succitato Metal Slug.
Ciò che rende SNK Arcade Classics: Volume 1 per Wii differente dalle precedenti raccolte e dagli analoghi prodotti per le macchine concorrenti è, ancora una volta, il sistema di controllo. Al momento, la casa di produzione non ha ancora rivelato dettagli definitivi riguardo alla funzione svolta dal Wiimote. Senza dubbio, esso sarà utilizzabile in orizzontale, come parte di una “operazione nostalgia” per renderlo più simile a un controller dell’antenato Nintendo Entertainment System. Sarà altresì possibile utilizzare il classic controller e il joypad del GameCube.
Come spesso accade quando si ha a che fare con un prodotto di questo genere, è alquanto difficile fare previsioni su come SNK Arcade Classics: Volume 1 potrà essere accolto dal nutrito popolo di felici possessori di Wii. Trattandosi di videogiochi risalenti a dieci (e più) anni or sono – lasso di tempo che, nel mondo dell’intrattenimento interattivo, corrisponde a un centinaio di anni – è impossibile fare un paragone con le alternative offerte dal mercato, sia in termini di realizzazione tecnica, sia sotto il punto di vista dell’originalità, caratteristica resa ulteriormente importante dall’essenza stessa della console Nintendo, che fa dell’innovazione il suo marchio.
Oggi, nell'inserto dedicato alla Liguria de L'Opinione, il mio articolo "Piaggio Industries, rilancio a Villanova", sul trasferimento degli stabilimenti dell'azienda aeronautica dalla sede storica di Finale Ligure a Villanova d'Albenga.Che ne pensa della nuova proposta del leader radicale?
Pannella coglie, come sempre in modo intelligente, un’opportunità e una necessità per il centrosinistra italiano, ovvero tentare di inserire nella sua dialettica politica una forza liberale nella dialettica con il PD. Si muove intelligentemente, anche se difficilmente tale progetto potrà crescere e darsi una fisionomia, avendo come punto di riferimento principale la Sinistra Arcobaleno. Il suo appello rivolto alla sinistra bertinottiana è comprensibile solo come clausola di stile, non potrebbe funzionare come strategia: la sinistra antagonista, sotto questo punto di vista, è incompatibile con qualunque progetto che abbia ambizioni o riferimenti liberali. C’è sempre spazio per il dialogo e per il confronto: con tutti. Ma le possibilità di convergenza e alleanza sono un’altra cosa.
Dopo l’esperimento non troppo riuscito della Rosa nel Pugno, i Radicali possono ancora ricoprire un ruolo importante nella politica italiana?
Sicuramente: nel centrosinistra c’è tutto lo spazio per un’iniziativa politica da parte loro. All’interno dello stesso Partito Democratico, i radicali possono essere una punta di lancia riformatrice. Comprendo che le chiusure da parte della dirigenza del PD - a partire dalle elezioni primarie, a cui Pannella non poté partecipare – possano spingerli a lavorare dall’esterno più che dall’interno. Ora è opportuno vedere se prevarrà, all’interno del Partito Democratico, l’idea di D’Alema di costituire un fronte unico delle opposizioni, oppure quella di Veltroni dell’autosufficienza. Ovvio che, per i radicali, sarebbe preferibile la prima soluzione (anche se dal mio punto di vista sarebbe meglio un PD più forte grazie ai liberali di sinistra che non un ritorno alla coalizione antiberlusconiana)
Da tempo sostiene che il centrodestra sia il posto più consono per le istanze radicali e liberali. Quali prospettive hanno i liberali all’interno del neonato Popolo delle Libertà, e nel prossimo governo Berlusconi?
Nell’immediato futuro, per i liberali sarà necessario nuotare controcorrente. La corrente – che si giova della spinta fortissima della paura e dell’incertezza prodotta da due anni di non governo – porta ad una riscoperta del ruolo del pubblico e dello Stato. Ma la questione non è riducibile alla contrapposizione ideologica tra statalisti e liberali. La paura è reale e ad essa bisogna rispondere. Il problema, però, è capire quali siano le risposte più efficaci. Un’analisi non consolatoria porta secondo me a concludere i problemi economici dell’Italia hanno essenzialmente a che fare con i (bassi) tassi occupazione, produttività e crescita. Quindi una risposta efficace ai problemi passa da un rafforzamento della competitività del sistema paese (istruzione, formazione, infrastrutture, efficienza della pubblica amministrazione) e da un ampliamento della libertà economica (meno tasse, meno stato, meno regolamentazione, meno vincoli).
Questo non va contro quanto recentemente dichiarato da Giulio Tremonti?
Tremonti scatta una foto del presente. Il futuro non è “dato”. Dipende da come il nostro paese sceglierà di affrontarlo. Per affrontarlo al meglio, io ritengo che l’Italia abbia bisogno non di più protezioni, ma di più libertà: di una diminuzione del carico fiscale, di una radicale riscrittura dei capitoli della spesa sociale, di un alleggerimento della burocrazia pubblica e di un attento riesame dei sussidi alle attività produttive. Sono fiducioso: il ministro Tremonti sarà in grado di operare in questa direzione. Sarà sicuramente un buon ministro dell’economia se riprenderà il percorso già iniziato durante la sua precedente esperienza di governo.
Una “rivoluzione liberale” è quindi ancora possibile?
Tutto va aggiornato, anche gli slogan. Ma vanno cercate le risposte più efficaci per ridare prospettiva all’Italia. Se il nostro Paese vuole recuperare il gap più preoccupante che lo divide dagli altri, sarà comunque necessario operare certe riforme. Che sono - e rimangono - tipicamente liberali.